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Per rendere più competitiva l'offerta turistica siciliana, secondo i cittadini che hanno effettuato una gita o un viaggio nell'Isola negli ultimi tre anni, bisognerebbe incrementare i collegamenti stradali e ferroviari (75%), migliorare la qualità dei servizi (60%), accrescere ulteriormente le informazioni per i turisti (38%), soprattutto in Rete, valorizzare tradizioni e prodotti tipici agro-alimentari (33%), ampliare le opportunità culturali, di svago e divertimento.

Il 55% dei siciliani teme che la zona in cui vive sia a rischio idrogeologico, che possano verificarsi frane ed alluvioni. La sicurezza del territorio non è più una garanzia nella percezione dei cittadini dell'Isola. È quanto emerge dall'indagine condotta dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis all'indomani dell'ennesima emergenza siciliana.

l 77% dei siciliani si dichiara insoddisfatto della gestione dei rifiuti nelle città dell'Isola. La valutazione si fa ancora più critica nelle aree metropolitane di Palermo e Catania, nelle quali il servizio è bocciato dall'86% dei residenti. 
E' quanto emerge dall'indagine, realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis nell'ambito del Monitor continuativo sull'opinione pubblica siciliana.
Lo Statuto regionale, approvato 64 anni fa, e le sue prerogative restano decisamente sconosciuti ai siciliani. È quanto emerge da un sondaggio condotto dal 2 all’8 maggio dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis.
L’82% dei cittadini dell’Isola non è in grado di indicare alcuna peculiarità dello strumento che sancisce l’Autonomia della Regione. E solo 1 siciliano su 20 sa indicarne la data di approvazione.

A 150 anni dallo sbarco dei Mille a Marsala, il tema dell’Unità d’Italia resta, per oltre il 70% dei cittadini, decisamente attuale. I dati emersi dall’indagine dell’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis confermano che anche oggi, sia pur senza i significati epici di un tempo, l’Unità d’Italia rappresenta per il 67% dei siciliani una conquista irrinunciabile, anche se in larga parte ancora incompiuta. 
I cittadini dell'Isola ritengono giusto celebrare il 150° anniversario dell’unificazione nazionale, non solo per riviverne la ragioni più profonde (45%), ma anche per riflettere sulla coesione del Paese e sulle differenze di crescita economica tra Nord e Sud (41%).

La Sicilia, con una percentuale del 70%, si rivela la regione con il maggior tasso di contrarietà dei cittadini all'eventuale collocazione di una centrale nucleare nel proprio territorio. È quanto emerge dall'indagine dell'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, all'indomani  del decreto del Governo nazionale che disciplina la realizzazione e localizzazione dei nuovi impianti, sancendo di fatto il ritorno del Paese al nucleare.

Il 40% dei siciliani non sa indicare l'anno di costruzione dell'abitazione in cui vive. Uno su tre non ricorda se è stata costruita con criteri antisismici. E' uno dei dati che emerge dall'indagine realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis alla vigilia della discussione sul Piano Casa all'Assemblea Regionale Siciliana. Il 63% dei cittadini si dichiara favorevole al Piano Casa, ma a condizione che si rispettino gli standard di sicurezza e il decoro urbano dei centri storici dell'Isola.


Sono giovani e per lo più soddisfatti della condizione lavorativa in cui attualmente si trovano. In tempi di affanno per il mercato del lavoro, mentre il Paese e la Regione tentano di arginare una crisi economica, dilagante in tutti i settori produttivi, i giovani che stanno crescendo come apprendisti in seno alle aziende siciliane sanno di essere fortunati. Le loro preoccupazioni si concentrano prevalentemente sul mantenimento dell'attuale condizione occupazionale.


Guardano al futuro con speranza, ma anche con profonda incertezza e preoccupazione i giovani siciliani. Pesa, soprattutto tra i laureati,  l'assenza di concrete prospettive occupazionali. É quanto emerge, tra l'altro, dall'indagine sui giovani siciliani di età compresa tra i 16 ed i 29 anni, realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis.

È la Sicilia la meta turistica preferita dai siciliani. È questo uno dei dati più significativi che emerge dalla prima Indagine sul turismo interno realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis. La crisi economica incide. Il 41% ammette di aver ridotto, rispetto al passato, i giorni di vacanza.


Il 79% dei siciliani auspica che si ritrovi al più presto all'ARS una maggioranza più stabile per superare una crisi di governabilità che attanaglia ormai la Regione da troppi mesi. Soltanto un elettore su cinque sarebbe favorevole ad un ritorno alle urne. Il dato emerge dall'ultima indagine sull'opinione pubblica siciliana condotta, dal 12 al 16 novembre, dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis.

C'è voglia di informazione, tra i giovani, in tema di alimentazione e agricoltura. Sia pur con molte contraddizioni, si registra un interesse crescente per il rapporto tra qualità del cibo e salute.
In pochissimi, tra gli under 20, cucinano, solo un terzo contribuisce alla scelta dei prodotti che si consumano tra le mura domestiche. È quanto emerge dall'indagine Demopolis sulle dinamiche e le tendenze di consumo alimentare degli studenti di età compresa tra i 13 ed i 19 anni.


Forte è, tra gli imprenditori catanesi, la preoccupazione per l'attuale frangente economico: la crisi internazionale dei mercati e il clima di recessione incidono in termini di riduzione delle vendite e degli ordini, di insolvenza dei debitori e di contrazione degli investimenti.  L'indagine, condotta dall'Istituto Demopolis,  racconta di un comprensorio che, in Sicilia, fa la differenza. Alle falde dell'Etna, esistono realtà d'eccellenza che operano sui mercati mondiali e che reclamano un tessuto produttivo regionale meno ingessato, politiche pubbliche più agili, una rete integrata pubblico-privato a sostegno dell'innovazione d'impresa


Il 46% degli studenti siciliani non ricorda il nome del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e un terzo ne confonde il ruolo con quello del Capo del Governo Silvio Berlusconi.
Solo il 62% sa che il potere legislativo è esercitato dal Parlamento, appena uno su quattro indica correttamente nel 1948 la data di entrata in vigore della Carta Costituzionale.


Sembra trovare in Sicilia consensi trasversali agli schieramenti politici l'idea di un nuovo Partito che, come la Lega nel Nord Italia, sia in grado di rappresentare e far valere a livello nazionale gli interessi del Sud.
E' quanto emerge dai risultati di un'indagine realizzata per "L'Espresso" da DEMOPOLIS, Istituto Nazionale di Ricerche leader nell'analisi dell'opinione pubblica nell'Isola.



Si dichiarano soddisfatti della qualità della didattica, ma valutano in modo estremamente negativo strutture e servizi logistici gli studenti delle sedi universitarie di Ragusa e di Siracusa.
Le due indagini, condotte dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis per conto dell'Università degli Studi di Catania, hanno permesso di delineare un quadro complessivo delle attese degli studenti e di misurare la qualità percepita dei servizi offerti, individuando i principali punti di forza e di debolezza.

I ragazzi credono nei valori tradizionali, ma confidano poco nelle istituzioni. Si dichiarano non molto interessati alla vita pubblica e non colgono la dimensione del collettivo al di fuori dalla cerchia privata delle frequentazioni quotidiane. Tra le istituzioni politiche, l’Unione Europea ottiene la più ampia dichiarazione di fiducia. L’Europa piace, ma dei suoi organi e delle sue funzioni, delle sue politiche e dei suoi programmi, gli studenti sanno ancora molto poco.


Disoccupazione e precarietà giovanile, un sistema di infrastrutture e viabilità che blocca lo sviluppo economico e il turismo, una gestione dei rifiuti  non adeguata. Sono queste - nell'opinione dei cittadini - le emergenze reali della Sicilia. È quanto emerge da un'indagine dell'Istituto  Demopolis per il quotidiano La Sicilia, che evidenzia nell'Isola una crescente, profonda disaffezione nei confronti della politica.


I cittadini palermitani si dichiarano in maggioranza insoddisfatti dei servizi pubblici, preoccupati per un tenore di vita familiare che peggiora di anno in anno, critici con la pubblica amministrazione locale, soprattutto in tema di gestione del traffico urbano e dei servizi ambientali. La ricerca demoscopica mette a fuoco i problemi sociali e strutturali ed i disagi più avvertiti nel capoluogo, le priorità evidenziate dai cittadini per una migliore qualità della vita.


Negli ultimi cinque anni il 38% dei siciliani si è recato in un'area archeologica, mentre uno su cinque è entrato in un museo o in una galleria d'arte. Un numero molto più alto, il 46%, ha visitato un palazzo storico o un complesso monumentale. 
Sono alcuni dei dati emersi dall'indagine, pubblicata nel volume "Sicilia: segni d'arte e pietre di memoria", condotta dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis.

È l'incertezza verso il futuro lo stato d'animo prevalente nei siciliani: un sentimento che si lega per molti alla preoccupazione per il proprio tenore di vita e per il futuro dei figli. È  quanto emerge, in sintesi, dall'indagine realizzata dall'Istituto  Demopolis per il quotidiano La Sicilia. Molteplici  sono i riflessi che la crisi dei mercati finanziari e il ventilato rischio di recessione hanno determinato sui comportamenti e sugli stili di vita delle famiglie nell'Isola.


Sono orgogliosi di essere siciliani, ma insoddisfatti della qualità della vita, i cittadini dell'Isola. I siciliani dichiarano ampi margini di insoddisfazione per i servizi offerti dalle città in cui vivono, con punte di criticità in tema di trasporti e servizi sanitari, bocciati dalla maggioranza assoluta degli intervistati. È sulla dimensione intima del vivere che si fonda l'orgoglio e la volontà d'essere e restare siciliani.



Credono nella famiglia, nelle amicizie, nell'amore, ma si fidano poco delle istituzioni, gli adolescenti siciliani. Avvertono un crescente bisogno di accettazione all'interno del gruppo di amici ed un desiderio esasperato di tecnologia, per poter comunicare in ogni istante: possiedono tutti il telefono cellulare, quasi la metà si collega tutti i giorni ad Internet. È in estrema sintesi l'identikit che emerge dalla ricerca sui ragazzi siciliani tra i 13 ed i 19 anni, diretta da Pietro Vento e realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, in collaborazione con Telefono Azzurro e il quotidiano La Sicilia.



Voglia di democrazia urbana e di coinvolgimento nelle scelte del governo locale. L’indagine condotta dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis, su iniziativa degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri della Provincia di Catania, rivela una richiesta di partecipazione dei cittadini ai processi di trasformazione della città etnea e del suo territorio.


FOCUS SICILIA

Il Paese visto da Sud

L'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis è impegnato nell'ascolto continuativo delle dinamiche sociali, politiche ed economiche del Mezzogiorno che, da teatro di culture millenarie e di incontri fra civiltà, si confronta oggi con le sfide del futuro: il Sud rappresenta un vero e proprio laboratorio, da studiare nelle spinte evolutive che lo attraversano, nella trasformazione dei valori e nelle emergenti esigenze del tessuto sociale e produttivo, anche per capire meglio il Paese.
Istituto leader nell'analisi dell'opinione pubblica e del tessuto sociale, politico e produttivo della Sicilia, Demopolis studia le tendenze della società italiana da Sud: un impegno di ricerca per ripensare dal Mezzogiorno lo sviluppo del Paese.


Committenti nell'Isola


In Sicilia l'Istituto Demopolis ha realizzato indagini e ricerche per Comuni e Province Regionali, le Università degli Studi di Catania e di Palermo, il CNR, Confindustria Sicilia, la Presidenza della Regione Siciliana, gli Ordini dei Giornalisti, degli Architetti e degli Ingegneri, Telefono Azzurro, il Ciapi, l'Associazione Italiana dei Comuni e delle Regioni d'Europa, i quotidiani La Sicilia e la Repubblica, le emittenti Antenna Sicilia e Telecolor, i Dipartimenti Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Turismo e Agricoltura della Regione Siciliana.