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Se si votasse oggi per la Camera dei Deputati, secondo i dati del Barometro Politico Demopolis, il PD otterrebbe il 38%, con il M5S al 19%. La Lega si consolida quale terza forza politica, mentre si ridimensiona il peso elettorale di Forza Italia. Sullo sfondo – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento –  si aggrava ulteriormente la disaffezione dei cittadini: se si votasse oggi per le Politiche, 4 italiani su 10 resterebbero a casa. È una tendenza che rischia di pesare, in modo rilevante, anche sul voto per le Regionali di maggio.

A dodici mesi dalla nascita dell’Esecutivo, 4 italiani su 10 esprimono un giudizio positivo sull’operato del Governo Renzi. Più alta è la fiducia degli italiani nel Presidente del Consiglio. In testa alle scelte più apprezzate del Governo, si confermano, per 6 italiani su 10, gli ottanta euro per i lavoratori dipendenti con meno di 1.500 euro al mese.


Oltre i due terzi degli italiani esprimono un giudizio positivo sul nuovo Capo dello Stato: l’apprezzamento nei confronti del Presidente Mattarella è cresciuto dal 45%, rilevato alla vigilia dell’elezione, al 68% di oggi.
Ma chi ha vinto la “partita” del Quirinale? “Per il 47% degli italiani – afferma il direttore di Demopolis Pietro Vento – la partita è stata vinta da Matteo Renzi; per un quinto dal Partito Democratico nella sua interezza. Principale sconfitto nella “partita del Quirinale” è invece, per il 51%, Silvio Berlusconi.


Pertini è il Presidente più amato degli ultimi 40 anni. I due terzi – secondo il sondaggio Demopolis – vorrebbero l’elezione diretta del Capo dello Stato. Tra i nomi di cui si parla, Rodotà e Prodi appaiono in testa alla graduatoria delle personalità che gli italiani ben vedrebbero al Quirinale. Molto apprezzati risultano anche Mattarella e Cantone. È alta la convinzione che Matteo Renzi sarà determinante nella scelta del nuovo Presidente della Repubblica.



Il 2015 sarà l'anno della svolta? Il polso politico del Paese in un’intervista con il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento.

I risultati del Barometro Politico di dicembre dell'Istituto Demopolis: l'intervento del direttore Pietro Vento a Transatlantico, il programma di RaiNews24 condotto da Donato Bendicenti.


Se si votasse oggi per la Camera dei Deputati, il PD otterrebbe il 38%, distanziando il Movimento 5 Stelle, posizionato al 17%. I primi nove mesi di Governo Renzi vedono mutare anche gli equilibri nel Centro Destra. Cresce la Lega che, con il 13%, sarebbe oggi per la prima volta terzo partito del Paese, superando Forza Italia.



Il Partito Democratico sfiora in Emilia Romagna il 45% ed è nettamente il primo partito, conquistando con Bonaccini la Presidenza della Regione. Ma, come quasi tutti i partiti, appare fortemente penalizzato dall’astensione. 
L’Istituto Demopolis ha analizzato per LA7 i flussi elettorali di PD, Forza Italia, Lega e Movimento 5 Stelle rispetto alle Elezioni Europee del maggio scorso.


I risultati del Barometro Politico di novembre dell'Istituto Demopolis: l'intervento del direttore Pietro Vento a Transatlantico, il programma di RaiNews24 condotto da Donato Bendicenti.
L'estratto del video di RaiNews24


L’area dell’astensione ha raggiunto alle Regionali dimensioni senza precedenti, ben al di là di qualunque quota fisiologica del passato. Demopolis ha indagato le ragioni del non voto, le motivazioni di quei milioni di cittadini che non hanno voluto o saputo scegliere. 



Le difficoltà del Centro Destra in Italia nelle analisi del Barometro Politico Demopolis per Radio Anch'io. Ascolta su Radio1 Rai l'intervista di Giorgio Zanchini con Pietro Vento, direttore dell'Istituto Demopolis.



È un elettorato in ampia parte disorientato quello di Centra Destra: l’analisi, condotta dall’Istituto Demopolis per Otto e Mezzo, fotografa una profonda crisi di rappresentanza per un’area storicamente fortissima negli ultimi 20 anni. Solo poco più di 8 milioni voterebbero oggi per Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, i tre partiti di Centro Destra all’opposizione del Governo. 



Se ci si recasse oggi alle urne per le Elezioni Politiche, secondo il Barometro Politico Demopolis di settembre, il PD otterrebbe il 42%, confermandosi partito maggioritario nel Paese, con il M5S stabile al 19% e Forza Italia al 14,5%. “La centralità nello scenario politico e la capacità comunicativa di Matteo Renzi – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – risultano determinanti per il risultato del PD”.


Il Barometro Politico Demopolis, l’ultimo prima della pausa estiva, registra una crescita del consenso al PD, che otterrebbe oggi il 44%: è un dato clamoroso per un partito che nell’autunno scorso si attestava intorno al 28%. L’effetto Renzi e la sua capacità di comunicazione risultano determinanti, ma va considerata anche l’attuale debolezza dei suoi principali competitor. 



Matteo Renzi rappresenta il fattore prevalente nel successo del PD: un italiano su due non vede profilarsi oggi all’orizzonte un leader in grado di impensierire il Premier nei futuri scenari elettorali. 


Nell’agenda ideale dei cittadini per il Governo Renzi - secondo un’indagine condotta dall’Istituto Demopolis per il programma de LA7 a cura di Lilli Gruber e Paolo Pagliaro - appare centrale la “sburocratizzazione” della Pubblica Amministrazione, ritenuta importante dal 52% degli italiani, ma ancor di più dal tessuto produttivo.


Le Europee hanno dimostrato l’estrema variabilità del voto degli italiani rispetto alle precedenti tornate elettorali. Il 25 maggio appena il 53% ha scelto lo stesso partito del febbraio 2013: il 45% degli italiani ha votato alle Europee una lista differente o è rimasto a casa.


Matteo Renzi ha rappresentato il fattore prevalente nel successo del Partito Democratico, riuscendo non solo a convincere gli indecisi, ma anche ad intercettare la fiducia di segmenti sociali storicamente lontani dal Centro Sinistra. “Il consenso personale di cui gode oggi il Premier – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – si è rivelato determinante nelle scelte di voto di ampia parte dei nuovi elettori del PD".



Poco più di 40 italiani su 100 hanno scelto definitivamente quale partito votare, il 9% esprime un’intenzione di voto, dichiarando di non esserne ancora sicuro e che potrebbe cambiare idea. Uno su dieci è assolutamente indeciso, mentre il 39% sembra seriamente orientato ad astenersi. E' uno dei dati che emergono dall'indagine condotta dall’Istituto Demopolis per il programma Otto e Mezzo (LA7) a poco più di due settimane dal voto del 25 maggio.
Tra gli elettori sono ancora molti i dubbi:  in un voto d’opinione come quello per le Europee sono infatti possibili molte sorprese. 


A poco più di due settimane dall’appuntamento elettorale per le Europee, il consenso appare ancora fluido ed instabile. Appena il 61% degli elettori appare propenso a recarsi alle urne per le Elezioni Europee: una percentuale di quasi 15 punti inferiore rispetto alle Politiche 2013.
“Secondo la nostra stima – afferma il direttore di Demopolis Pietro Vento – 20 milioni di italiani potrebbero restare a casa il 25 maggio: un dato senza precedenti per il nostro Paese".



Secondo l’ultimo sondaggio Demopolis per il programma Otto e Mezzo prima del black out elettorale, poco più di 40 italiani su 100 hanno scelto definitivamente quale partito votare, il 9% esprime un’intenzione di voto, dichiarando che potrebbe cambiare idea. Uno su dieci è assolutamente indeciso, mentre il 39% sembra seriamente orientato ad astenersi.
Considerato il quadro di incertezza a più di due settimane dalle elezioni, nell’ultima analisi Demopolis ha scelto di fotografare non soltanto il voto odierno, ma anche l’elettorato certo, costituito da cittadini che dichiarano di avere già compiuto una scelta definitiva, ed il bacino potenziale dei principali partiti. Se si votasse oggi, il Partito Democratico otterrebbe il 33,5%, il Movimento 5 Stelle il 26,4%. Con un voto certo del 28% per il PD e del 22% per il M5S. Ma con un bacino potenziale molto più ampio, che sfiora il 40% per Renzi e raggiunge il 34% per Grillo. Forza Italia resta posizionata tra il 17 ed il 18%, con un voto certo del 14% ed un potenziale del 22%. 



Appare in crisi lo storico sentimento europeista degli italiani: secondo i dati del Barometro Politico Demopolis, la fiducia nelle istituzioni comunitarie, che nel 2000 si attestava al 53%, si è ridotta di 18 punti negli ultimi 4 anni, passando dal 48% del 2010 al 30% odierno. Il malcontento verso le politiche del’UE sta crescendo: e lo conferma il sondaggio condotto dall’Istituto Demopolis per Otto e Mezzo. “L’Euro non piace – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento - ma i due terzi degli italiani temono però che uscirne oggi sarebbe molto rischioso, convinti che fuori dalla moneta unica andrebbe peggio, in quanto il nostro Paese sarebbe troppo debole ed instabile per competere da solo sui mercati mondiali”. 


Chi sta facendo davvero opposizione al Governo Renzi nell’attuale scenario politico? Una larga maggioranza, il 56% degli italiani, indica senza esitazioni il Movimento 5 Stelle come principale forza di opposizione all’Esecutivo guidato dal Segretario del PD. È uno dei dati che emerge da un sondaggio Demopolis per il programma Otto e Mezzo.


Forza Italia non sembra ancora in grado di poter fare a meno del suo fondatore, a cui è indissolubilmente legato in Italia, da oltre vent’anni, il consenso elettorale del Centro Destra. Con un’astensione in netta crescita, FI otterrebbe circa 5 milioni e mezzo di voti.


Demopolis ha tracciato, per il settimanale Famiglia Cristiana, la Spending Review ideale degli italiani: il 90% vorrebbe la riduzione di indennità e numero di parlamentari e consiglieri regionali; il 68% il taglio degli sprechi nella PA. Inoltre, indicazioni maggioritarie giungono dall’opinione pubblica, per il Governo Renzi, anche sul tetto agli stipendi dei manager di Stato e sulla razionalizzazione del patrimonio immobiliare.


Il 57% degli italiani esprime un’opinione positiva sul Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Secondo i dati del sondaggio condotto dall’Istituto Demopolis per il programma Otto e Mezzo, l’apprezzamento nei confronti del Premier risulta oggi superiore di 12 punti rispetto a quello rilevato nei giorni dell’insediamento a Palazzo Chigi. 


Il 76% degli italiani si dichiara favorevole alla cancellazione del Senato come Camera elettiva, con il superamento del bicameralismo perfetto: il dato emerge dal sondaggio realizzato dall’Istituto Demopolis per il programma Otto e Mezzo (LA7) e si spiega anche con la richiesta, oggi quasi plebiscitaria nell'opinione pubblica, di riduzione del numero dei parlamentari.
Si avverte però, nell’opinione pubblica, un certo scetticismo sui tempi: secondo il sondaggio Demopolis, soltanto il 40% crede che il Parlamento cancellerà davvero il Senato nei prossimi 18 mesi. 



Crescono i dubbi degli italiani sulla nuova legge elettorale: secondo l’indagine condotta per il programma Otto e Mezzo, le maggiori perplessità derivano dall’ultimo accordo che prevede l’applicazione della nuova legge elettorale soltanto al voto per la Camera: una scelta che dal 42% viene ritenuta coerente, in quanto prelude all’abolizione del Senato elettivo. Per il 47% sarebbe stato preferibile applicarla anche al Senato, in attesa della futura riforma costituzionale.     GUARDA IL VIDEO SU LA7





La maggioranza degli italiani guarda oggi con favore al nuovo Governo guidato da Matteo Renzi: secondo il sondaggio condotto dall’Istituto Demopolis per il settimanale Famiglia Cristiana, il 54% dei cittadini dà fiducia al nuovo Presidente del Consiglio. 
Tre su dieci esprimono un’opinione negativa, mentre quasi un quinto degli intervistati preferisce sospendere pragmaticamente il giudizio in attesa di vedere all’opera l’Esecutivo.


Le priorità indicate dal Premier sono condivise dai cittadini: il lavoro al primo posto al 73%, seguito dalla riorganizzazione del sistema fiscale, dalla riforma della burocrazia e dall’approvazione della nuova legge elettorale. Gli italiani, intervistati da Demopolis per il programma Otto e Mezzo, manifestano un certo scetticismo: solo meno di un terzo ha fiducia che oltre all'Italicum ci siano anche altre riforme annunciate che abbiano possibilità di venire realizzate nei prossimi mesi.



Approda in aula alla Camera il disegno della nuova Legge elettorale proposta da Matteo Renzi dopo l’incontro con Berlusconi.  La riforma questa volta si farà: ne sono convinti i due terzi dei cittadini intervistati dall’Istituto Demopolis per il programma Otto e Mezzo (LA7). Il 70% degli italiani apprezza la capacità dell’Italicum di garantire una maggioranza chiara e la governabilità del Paese dopo il voto, anche attraverso l’eventualità di un ballottaggio. Al 63% degli elettori, secondo il sondaggio Demopolis, non piace invece la scelta di mantenere, sia pur in circoscrizioni molto più piccole, le liste bloccate, che continuerebbero a privarli della possibilità di scegliere nelle urne i propri parlamentari.



Secondo il primo sondaggio politico del 2014 condotto dall’Istituto Demopolis per Otto e Mezzo, l’effetto Renzi ha già determinato un preciso effetto sul consenso al Partito Democratico, che passa dal 28% del 5 dicembre scorso al 32,8% di oggi. Il PD si consolida nel ruolo di primo partito del Paese, con un incremento percentuale di quasi 5 punti.  “Il fattore Renzi, così come il ruolo di Grillo e Berlusconi nell’ultima campagna elettorale, sembrano confermare – sostiene il direttore di Demopolis Pietro Vento – la crescente incidenza, sulle scelte di voto degli italiani, dei leader e della loro capacità comunicativa”.


Matteo Renzi, secondo il sondaggio condotto da Demopolis per il settimanale l’Espresso a un mese dal voto, risulta oggi nettamente in testa, quale candidato alla Segreteria, nelle preferenze degli elettori del Partito Democratico. Il Sindaco di Firenze, con il 66%, supera Gianni Cuperlo, attestato al 21%, e Pippo Civati, posizionato al 10%.
“Prescindendo dalle preferenze espresse da tutti gli elettori o dalle scelte degli iscritti al PD, la forza effettiva dei candidati – afferma il direttore di Demopolis Pietro Vento – si misurerà comunque nella sfida delle Primarie aperte dell’8 dicembre, su cui pesa  l’incognita della partecipazione. Il 16% degli elettori del PD prevede di votare per la scelta del nuovo Segretario. L’11% afferma di non avere ancora deciso”. 



Ormai da tre anni è in costante crescita la fiducia degli italiani in Matteo Renzi: dal 30% del novembre 2010, registrato all’indomani della prima Convention sulla rottamazione alla Leopolda, al 51% di oggi: con due punti in più rispetto a settembre, primo effetto dell’avvio della campagna delle Primarie per la Segreteria del PD. 
E' uno dei dati che emerge dal sondaggio condotto da Demopolis per il programma Otto e Mezzo nei giorni della Leopolda.




Se si tornasse oggi alle urne per le Politiche il Partito Democratico otterrebbe il 28%, il PDL il 26,5%: i dati del Barometro Politico di luglio dell’Istituto Demopolis confermano il consenso altalenante ai due principali partiti del Paese. Il Movimento 5 Stelle, in flessione rispetto alle Politiche, si attesterebbe al 17,8%. 
Pesa la disaffezione verso la classe politica: l’affluenza crollerebbe dall’84% del 2006 al 67%: oltre 15 milioni di elettori si asterrebbero, nella convinzione che la politica, anche per assenza di risorse, non sia più in grado di incidere sulla vita reale dei cittadini.
Centro Sinistra e Centro Destra rimarrebbero oggi al di sotto degli 11 milioni di voti: due grandi minoranze, con il Centro Sinistra al 34,6% ed il Centro Destra al 34,5%. La differenza tra le due principali coalizioni - secondo l'indagine Demopolis - non supererebbe i 50 mila voti, determinando una ulteriore incertezza sui futuri scenari politici del Paese.



Appena il 71% degli elettori confermerebbe oggi il voto alla lista scelta alle Politiche poco più di 4 mesi fa: il dato, emerso da un’indagine dell’Istituto Demopolis, conferma l’estrema variabilità del voto degli italiani. In questi mesi è cambiata notevolmente anche la percezione dei leader da parte dell’opinione pubblica. Demopolis ha analizzato l’opinione degli italiani nell’intera stagione politica: quali erano nel settembre 2012, quali sono oggi le figure ritenute vincenti dagli italiani? 


Prescindendo dallo schieramento politico, quale Leader vorrebbero gli italiani come futuro Premier dopo l’attuale Esecutivo di larghe intese? La sfida, secondo l'indagine Demopolis per Otto e Mezzo, la vince oggi Matteo Renzi che, con il 37%, supererebbe l’attuale Premier Enrico Letta, al 20%, e doppierebbe - nelle preferenze dei cittadini - Silvio Berlusconi, fermo al 18%. "La peculiarità di Renzi - afferma il direttore di Demopolis Pietro Vento (nella foto) - appare la trasversalità del gradimento che sembra riscuotere anche al di fuori della sua area politica di appartenenza".



Una quota molto significativa di italiani ha compiuto una scelta definitiva soltanto nelle ultime due settimane: secondo l’indagine dell’Istituto Demopolis per il Tg2, il 40% di loro ha votato per il Movimento 5 Stelle, poco più di tre su dieci per il Centro destra, appena il 10% per la coalizione di Centro Sinistra.
Guarda il servizio del TG2 con l'intervista di Giuseppe Carboni al direttore di Demopolis Pietro Vento.



Le scelte degli indecisi e la crescita esponenziale del Movimento 5 stelle, in coincidenza con lo tsunami tour di Grillo, si sono rivelati determinanti per l’esito del voto delle elezioni politiche del 24 e del 25 febbraio. Una quota molto significativa di elettori ha compiuto una scelta definitiva soltanto negli ultimi giorni: un segmento che ancora una volta si è rivelato determinante per il risultato delle urne. Ad attrarre più di ogni altro i voti in uscita dai due principali partiti, ma anche da altre liste, è il Movimento 5 Stelle: dei suoi 8 milioni e 700 mila elettori, 32 su 100 avevano votato nel 2008 per il PDL; 23 su 100 avevano scelto il PD.


Le qualità più apprezzate dagli italiani, secondo le più recenti analisi qualitative dell’Istituto Demopolis, in un potenziale Capo del Governo sono oggi la competenza e la chiarezza del linguaggio.
Gli elettori non appaiono indifferenti al carisma ed alla simpatia del Premier ideale, variabili che continuano a pesare in campagna elettorale.
Prioritaria variabile competitiva dell’appeal di un Leader appare oggi la capacità di differenziazione dagli schemi tradizionali della politica degli ultimi anni: nella comunicazione, nello stile, nel linguaggio. Ma anche nella capacità di raccontare e trasmettere agli elettori, con efficacia, un serio progetto di futuro e di rinnovamento.



Sia pur ridimensionato rispetto alle settimane scorse, il tasso di astensionismo in vista del voto del 24 e 25 febbraio risulta ancora molto alto: circa un quarto degli italiani potrebbe restare a casa. Secondo una stima del Barometro Politico dell’Istituto Demopolis per il TG2 a 16 giorni dal voto, se si votasse oggi, si recherebbero alle urne circa 36 milioni di italiani: sono oltre 11 milioni gli elettori che potrebbero astenersi.


Nonostante una lieve flessione dovuta all’impatto delle Primarie del PD, il Movimento 5 Stelle, con il 19%, è oggi la seconda forza politica del Paese. Con un bacino potenziale del 28%. Ragione prevalente del voto al Movimento fondato da Grillo è, per il 48% degli elettori potenziali, l’esigenza di un radicale rinnovamento dei parlamentari e della classe politica.




Il voto in Sicilia ha confermato i cambiamenti profondi in atto nel Paese ed appare destinato ad incidere sulle prossime scelte dei partiti in uno quadro politico nazionale che, in ampia parte, è ancora da decifrare. Lo scenario, in vista delle Politiche, appare caratterizzato da un’estrema liquidità e permeabilità del consenso: sono alcuni dei temi affrontati in una analisi del direttore di Demopolis Pietro Vento nell'approfondimento di Sky TG24 condotto da Paola Saluzzi.




La partita per le Politiche è aperta: l'area del "non voto" e dell'incertezza ha raggiunto - secondo l’ultimo Barometro Politico Demopolis - una dimensione che non ha riscontri e paragoni negli ultimi 30 anni. Se si votasse oggi per le Politiche, con il 34% di astensione dichiarata, circa 15 milioni di elettori non si recherebbero alle urne. Sono alcuni dei dati del Barometro Politico sulla crescita dell’astensionismo, presentata dal direttore di Demopolis Pietro Vento nel corso della rubrica del TG2 Punto di Vista.