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 Che cosa pensano gli italiani delle misure varate dal “Governo dei professori”? Secondo il sondaggio effettuato per l’Espresso dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, il 58% ritiene la manovra decisamente migliorabile, anche se necessaria per evitare il default del Paese. La ritiene deludente, rispetto alle attese, un quarto degli intervistati, mentre viene promossa appena dal 17%.
 Se ci si fosse recati oggi alle urne per le Politiche, il Centro Sinistra avrebbe ottenuto, se unito, la maggioranza relativa nel Paese con il 47%, superando di circa 12 punti percentuali la coalizione PDL-Lega: un vantaggio mai registrato negli ultimi 17 anni, nel momento di maggiore debolezza del Centro Destra, scelto oggi da poco più di un elettore su tre. È quanto emerge dal Barometro Politico di novembre dell’Istituto Demopolis.
Oggi unica forza in Parlamento apertamente all’opposizione del Governo Monti, la Lega Nord vive, ormai da mesi, una profonda insofferenza della propria base elettorale. Il partito trae vantaggio dal ruolo di opposizione e si riporta al 10%, ma il 62% ritiene oggi necessario un rinnovamento dei vertici. Nella fiducia degli elettori leghisti, secondo il Barometro Politico Demopolis, Umberto Bossi viene per la prima volta scavalcato di un punto percentuale da Roberto Maroni.
 Gli ultimi due anni della vita politica italiana hanno determinato una profonda disaffezione degli elettori verso i partiti e le istituzioni politiche. I dati che emergono dal trend dell’Istituto Demopolis confermano la crescente disaffezione dell’opinione pubblica nei confronti del Governo e del Parlamento.
 Che cosa pensano i cittadini dei possibili provvedimenti in materia fiscale al vaglio del Governo Monti? Il 75% degli italiani manifesta una forte contrarietà all’incremento delle aliquote IVA. Anche la reintroduzione dell’ICI sulla prima casa risulta impopolare: favorevole si dichiara poco più di un intervistato su cinque. Gli italiani sono pronti ad accettare i sacrifici, ma solo a condizione che sia garantità l’equità sociale. Sono alcuni dei dati che emergono da un sondaggio dell’Istituto Demopolis per Otto e Mezzo.
L’insoddisfazione dei cittadini per l’attività del Governo pesa sul partito del Premier. L’indagine Demopolis sulle intenzioni di voto degli italiani fotografa un vantaggio del Centro Sinistra alla Camera. Se ci recasse oggi alle urne, il PD - con uno storico sorpasso sul PDL - sarebbe oggi il primo partito del Paese. La Lega, per la prima volta dalle Europee, è sotto il 10%. Il Terzo Polo, con il 12,5%, possibile ago della bilancia al Senato.
Con un incremento negli ultimi 5 anni il trend elettorale del MPA, rilevato dall’Istituto Demopolis, mostra un andamento piuttosto altalenante. La Sicilia si caratterizza, da qualche tempo, per un’ampia fluidità nell'espressione del voto, sempre meno orientato su basi ideologiche: una estrema variabilità e frammentazione negli orientamenti degli elettori, con oscillazioni non solo tra i partiti del medesimo schieramento, ma anche tra le diverse coalizioni.
 Le dimissioni di Silvio Berlusconi dopo il voto parlamentare sulla legge di stabilità sono ritenute opportune dal 75% degli italiani: è il dato che emerge dall’indagine condotta dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, su un campione di oltre mille cittadini, rappresentativo della popolazione italiana, per il programma condotto da Lilli Gruber.
 Secondo l'indagine Demopolis per il programma Otto e Mezzo, la notorietà nazionale di Renzi è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi due anni, passando dal 25 per cento del 2009 al 37% dell’ottobre scorso, sino al 66% odierno. Osservando la disaggregazione per auto-collocazione politica dei cittadini intervistati da Demopolis, si fida di Renzi appena un quarto degli elettori di Sinistra; il 44% di chi si dichiara di Centro Sinistra, il 47% degli elettori di Centro e, a sorpresa, il 48% di quanti si collocano nel Centro Destra.
 È decisamente incerto il quadro odierno delle intenzioni di voto dei siciliani. La fotografia sul peso dei partiti nell’Isola, scattata dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, appare condizionata dal numero crescente di indecisi, delusi ed incerti, ma anche di quanti, in caso di elezioni Politiche anticipate, non si recherebbero oggi alle urne per l’eventuale rinnovo di Camera e Senato.
 Il governatore della Puglia - con il 55% - è uno dei pochissimi esponenti politici italiani di cui si fida oggi chi ha meno di 35 anni. Il partito di Nichi Vendola, cresciuto in un anno di circa 5 punti, con un deciso aumento nelle ultime settimane, supera oggi l’8%. Oltre 3 milioni sono oggi i voti di "Sinistra, Ecologia e Libertà": interessante appare la stima, effettuata dell'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, sulla provenienza del consenso al partito di Vendola rispetto alle scelte compiute dagli elettori alle Politiche dell'aprile 2008.
 SE ci si recasse alle urne, che cosa accadrebbe oggi nell’Isola? Secondo il Barometro Politico di Demopolis, l’astensione penalizzerebbe oggi, in particolar modo, il PDL, attestato al 25% ed ormai alla ricerca di un futuro oltre Berlusconi. Il PD di Bersani otterrebbe invece il consenso del 20% dei siciliani. Si rafforza il peso del Terzo Polo.
Se ci recasse oggi alle urne per le Politiche – secondo la fotografia sulle intenzioni di voto degli italiani scattata dall’Istituto Demopolis - il Centro Sinistra, se unito, conquisterebbe la maggioranza dei seggi alla Camera.
Secondo il sondaggio realizzato per LA7 dall’Istituto Demopolis, l’81% degli italiani vuole tornare oggi a scegliere i propri parlamentari. Più di otto elettori su dieci auspicano infatti un sistema elettorale differente da quello attuale, che contempli almeno la reintroduzione delle preferenze.
I risultati del voto delle elezioni Amministrative, al primo turno a Torino e a Bologna, ieri a Cagliari, Trieste e soprattutto a Napoli e a Milano, creano una vera e propria inversione di tendenza nel panorama politico italiano degli ultimi anni. A Milano il voto ha coinvolto, molto più che in passato, anche moltissimi giovani che, in maggioranza, hanno scelto il candidato di Centro Sinistra. Sorprendente è apparso, anche e soprattutto nella dimensione numerica, il successo a Napoli di Luigi De Magistris.

In un panorama dai confini incerti, il Barometro Politico di aprile dell’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis traccia uno scenario decisamente aperto nella competizione elettorale per la guida del Paese. Nonostante un certo indebolimento registrato nelle ultime settimane, il Terzo Polo - con il suo 13% - eserciterebbe un ruolo determinante per il Senato.
 La maggioranza assoluta degli italiani dichiara di fidarsi di Mario Monti, anche se la fiducia nel Presidente del Consiglio appare diminuita rispetto ai giorni dell’incarico al Quirinale: si passa dal 61% del 15 novembre al 65%, rilevato nella settimana successiva al primo voto in Parlamento. Poi, probabile conseguenza della manovra economica, una riduzione progressiva della fiducia nel Premier, sino al 54% odierno.
Non è semplice, oggi, fotografare con esattezza il consenso per i due principali partiti del cosiddetto Terzo Polo in Sicilia: Futuro e Libertà, nato dopo la frattura della scorsa estate tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi, e l’Unione di Centro di Casini, che sconta la scissione del PID. Se ci si recasse alle urne per il rinnovo del Parlamento nazionale, l’UDC – secondo il Barometro Politico dell’Istituto Demopolis – si attesterebbe intorno al 7%, ottenendo nell’Isola circa 185 mila voti.

Il dibattito sull’applicazione del federalismo fiscale divide l’opinione pubblica, suscitando sentimenti positivi nel Nord e diffuse inquietudini nel Centro Sud del Paese. Il 45% dei cittadini si dichiara favorevole alla riforma federale, mentre il 44% manifesta la propria contrarietà. I dati dell’indagine Demopolis sono stati presentati da Andrea Vianello nel corso del programma Agorà.
Il 67% degli italiani auspica un sistema elettorale differente da quello attuale, che contempli almeno la possibilità di tornare a scegliere i parlamentari nel proprio collegio elettorale. Solo un cittadino su cinque si dichiara favorevole al mantenimento dell'attuale sistema con le liste di partito bloccate
La fotografia delle odierne intenzioni di voto, scattata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, evidenzia un panorama politico dai confini incerti, nel quale il Centro Sinistra otterrebbe il 41%, il Centro Destra il 42%, il terzo Polo (in calo) il 12,5%: con un distacco tra i due principali schieramenti intorno ad un solo punto percentuale.
Le prolungate incertezze del Governo Berlusconi e l’assenza di risposte alla grave crisi economica ed occupazione che vive oggi il Paese pesano in modo rilevante sulle intenzioni di voto degli italiani. Nell’ipotesi di elezioni politiche anticipate, il Centro Sinistra – se unito – otterrebbe, con il 45%, la maggioranza relativa nel Paese, staccando di sette punti, la coalizione di Centro Destra (38%). Il Terzo Polo, guidato da Casini, si posiziona invece al 13%.
Se si recasse oggi alle urne per le Politiche, il PDL subirebbe un’emorragia di quasi 5 milioni di voti: è il dato che emerge da una indagine dell’Istituto Demopolis, realizzata in esclusiva per il settimanale “l’Espresso”. Secondo l’analisi sui flussi elettorali, su 100 elettori che avevano scelto il PDL alle Politiche del 2008, oltre un terzo non riconfermerebbe oggi il voto per il Partito di Berlusconi.
L'attuale fotografia delle intenzioni di voto attribuisce al Terzo Polo un consenso di circa il 13%, con un bacino potenziale che supera il 20%. Il trend del Barometro Politico Demopolis conferma un andamento alterno per il partito di Gianfranco Fini: il consenso di Futuro e Libertà, anche nella sua potenzialità, risulta condizionato dal ruolo e dall’esposizione mediatica del suo leader e fondatore.
L’opinione pubblica appare divisa sul conflitto di attribuzione relativo alla competenza del Tribunale di Milano, votato in Parlamento dalla maggioranza. Il giudizio degli italiani appare decisamente polarizzato in base all’autocollocazione politica degli intervistati.

Oltre i due terzi degli elettori del Centro Sinistra, il 69%, non vorrebbe rinunciare allo strumento delle Primarie nella scelta dei candidati. Considerate un'occasione democratica di partecipazione dei cittadini. È quanto emerge dal Barometro Politico dell'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis. In caso di Primarie, sarebbe apertissima la competizione per la leadership della coalizione di Centro Sinistra tra Pierluigi Bersani e Nichi Vendola.
Il 57% degli italiani vedrebbe oggi favorevolmente un ingresso in politica di Luca Cordero di Montezemolo. Il dato, che emerge da una indagine condotta dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, si inquadra in un clima di crescente disaffezione dei cittadini nei confronti delle istituzioni politiche del nostro Paese.
Secondo la fotografia sulla forza delle coalizioni scattata dall'Istituto Demopolis, se ci si recasse oggi alle urne, PD, IdV e SEL di Vendola otterrebbero il 38,5%; il terzo polo moderato, in calo di consensi negli ultimi giorni, il 15%; l'asse Lega-PDL il 40%.
Il divorzio Fini-Berlusconi, al centro del dibattito politico nazionale, modifica in modo significativo anche gli equilibri e gli assetti del voto in Sicilia. La fotografia delle intenzioni di voto evidenzia oggi un quadro piuttosto incerto, con il Centro Sinistra nel suo complesso al 31%, il PDL al 32% e un ipotetico terzo polo di Centro, composto da quelle forze che si sono astenute sulla mozione di sfiducia al sottosegretario Caliendo (UDC, MpA, Api e Fini), al 33%.
Oltre sette italiani su dieci appaiono convinti che il nostro Paese potrebbe oggi essere pronto ad avere una donna come Presidente del Consiglio. L’esempio tedesco di Angela Merkel costituisce un modello riconosciuto per l’opinione pubblica. È quanto emerge da un’indagine condotta dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis per il programma Otto e Mezzo condotto su LA7 da Lilli Gruber.
 In presenza di un’offerta politica confusa, la fotografia delle odierne intenzioni di voto degli italiani evidenzia nel Paese un quadro piuttosto incerto, con una quota di elettori incerti ed indecisi che si allarga ogni giorno di più. Nell’ipotesi di un ritorno alle urne in primavera, la competizione tra le due principali coalizioni sarebbe comunque oggi molto aperta.

L'inchiesta giudiziaria sul caso Ruby e il progressivo indebolimento della maggioranza, dovuto alla rottura con Fini, hanno in parte logorato, agli occhi dell'opinione pubblica, l'immagine e il progetto di governo di Silvio Berlusconi che attraversa oggi il momento più delicato della sua carriera politica. Per più di 8 italiani su 10, le vicende degli ultimi mesi hanno anche significativamente rallentato l'attività del Governo. Il 53% degli italiani sostiene che il Premier dovrebbe dimettersi per sbloccare l'attuale situazione di stasi e di conflitto politico-istituzionale.
Quasi l’80% degli italiani ritiene che la corruzione sia oggi ampiamente diffusa, che poco nel Paese sia cambiato rispetto agli anni di Tangentopoli. Anche per queste ragioni, Il 78% del campione si dichiara contrario alla reintroduzione dell’immunità parlamentare abolita negli anni di Mani Pulite.
La fotografia delle odierne intenzioni di voto in Toscana, tracciata dall'Istituto Demopolis in una indagine per il quotidiano LA NAZIONE, evidenzia un panorama politico dai confini incerti, nel quale i due partiti maggiori, PD e PDL, appaiono penalizzati, più di altri, da ampi segni di disaffezione degli elettori verso la classe politica.
Il PD - in aumento negli ultimi giorni di oltre un punto percentuale - sembra aver invertito un lungo trend negativo di crisi del consenso e, sia pur attestato al 25%, rappresenta oggi il partito che può contare in Italia sul bacino più ampio di consensi potenziali. Ma che cosa serve al Partito Democratico per tornare a vincere le elezioni? Per il 40% degli elettori di Centro Sinistra, intervistati dall'Istituto Demopolis, è necessaria una identità più definita ed una proposta politica chiara; per un terzo una leadership forte e condivisa, ma anche una maggiore sintonia con i bisogni reali dei cittadini.
I siciliani, da mesi, percepiscono una profonda disattenzione del Governo nazionale verso il Sud, ma avvertono anche – con preoccupazione – una grave stasi nell’azione di governo a livello regionale. In crollo verticale appare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni politiche e nei partiti. E' quanto emerge da una indagine Demopolis per il quotidiano "LA SICILIA".
E’ oggi in crollo verticale in Toscana la fiducia nel Parlamento (23%) e nei partiti nazionali (15%), ritenuti - senza distinzione - incapaci di formulare progetti innovativi e proposte credibili di governo per il futuro del Paese. È quanto emerge dai risultati dell'indagine realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis per il quotidiano "LA NAZIONE".
2 milioni e 700 mila voti, secondo Demopolis, sono il bacino odierno di Fini: uno spazio composito e trasversale, che incrocia segmenti di diverse aree politiche, non solo di Centro Destra.Il discorso di Mirabello ha di fatto sancito il divorzio annunciato tra Fini e Berlusconi e la creazione di “Futuro e Libertà”, partito destinato a modificare gli equilibri e gli assetti elettorali nel Paese. Nell’ipotesi di un ritorno anticipato alle urne, lo schieramento del Presidente della Camera otterrebbe oggi un consenso tra il 7% e l’8%.
PDL in calo al 33%, Lega in ulteriore crescita al 13%, Partito Democratico stabile al 27%, ma al di sotto del dato delle ultime Politiche. L’IdV di Antonio Di Pietro si posiziona al 7,5%; la Sinistra al 6,5%, con un progressivo rafforzamento della formazione di Nichi Vendola, attestata oggi al 4,5%. L’UDC di Casini raggiunge il 7%, guadagnando un punto percentuale.È quanto emerge dai dati del Barometro Politico sulle intenzioni di voto degli italiani, diretto da Pietro Vento e realizzato dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis.
Più di due italiani su tre sono contrari alla reintroduzione dell'immunità per i rappresentanti del Parlamento nazionale. La maggioranza assoluta dei cittadini non accetta che deputati e senatori possano contare su ulteriori garanzie protettive connesse alla loro funzione istituzionale, analoghe a quelle abolite dopo lo scandalo di Tangentopoli.
Italiani nettamente contrari a qualunque ipotesi di privatizzazione della Protezione Civile. È il dato che emerge dal Monitor continuativo sull'opinione pubblica realizzato dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis. Il 74% dei cittadini si oppone alla proposta di trasformazione in società per azioni di interesse nazionale. Favorevole risulta appena il 15%, mentre non si esprime poco più di un intervistato su dieci.
A trenta giorni dal voto, sono soltanto sette le regioni italiane nelle quali si registra un deciso vantaggio di una delle due coalizioni: Lombardia, Veneto, Campania andrebbero all'asse PDL-Lega; Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Basilicata al Centro-Sinistra. La partita per l'elezione dei governatori appare aperta nelle altre sei regioni. È quanto emerge dalla fotografia sulle intenzioni di voto per le Regionali scattata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis a poco più di un mese dalla scadenza elettorale di fine marzo.
Sembra trovare in Sicilia consensi trasversali agli schieramenti politici l'idea di un nuovo Partito che, come la Lega nel Nord Italia, sia in grado di rappresentare e far valere a livello nazionale gli interessi del Sud. E' quanto emerge dai risultati di un'indagine realizzata per "L'Espresso" da DEMOPOLIS, Istituto Nazionale di Ricerche leader nell'analisi dell'opinione pubblica nell'Isola.
Disoccupazione e precarietà giovanile, un sistema di infrastrutture e viabilità che blocca lo sviluppo economico e il turismo, una gestione dei rifiuti non adeguata. Sono queste - nell'opinione dei cittadini - le emergenze reali della Sicilia. È quanto emerge da un'indagine dell'Istituto Demopolis per il quotidiano La Sicilia, che evidenzia nell'Isola una crescente, profonda disaffezione nei confronti della politica.
Il 79% dei siciliani auspica che si ritrovi al più presto all'ARS una maggioranza più stabile per superare una crisi di governabilità che attanaglia ormai la Regione da troppi mesi. Soltanto un elettore su cinque sarebbe favorevole ad un ritorno alle urne. Il dato emerge dall'ultima indagine sull'opinione pubblica siciliana condotta, dal 12 al 16 novembre, dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis.
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