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Il 53% dei siciliani teme che la zona in cui vive sia a rischio idrogeologico, che possano verificarsi frane ed alluvioni. La sicurezza del territorio non è più una garanzia nella percezione dei cittadini dell'Isola. È quanto emerge da una indagine, condotta dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, all'indomani dell'ennesima emergenza nell’Isola, che ha determinato nell'opinione pubblica una crescente percezione di insicurezza abitativa in un territorio altamente sismico e molto fragile sul piano idro-geologico.
Una conquista irrinunciabile, anche se in larga parte ancora incompiuta: è questa, oggi, l’opinione prevalente dei cittadini del Mezzogiorno sull’Unità nazionale ottenuta 150 anni fa. I dati della ricerca, diretta da Pietro Vento e realizzata per LIMES dall’Istituto Demopolis su un campione rappresentativo dei cittadini residenti nelle regioni del Sud, rivelano la diffusa convinzione di un’Italia decisamente poco unita sul piano sociale ed economico.
 Il 43% dei siciliani accede oggi ad Internet, oltre una famiglia su due possiede un personal computer; il 92% ha un cellulare, ormai presente nelle case dell’Isola in misura analoga ai televisori. Particolarmente significativo – secondo la ricerca condotta per “La Sicilia” dall’Istituto Demopolis – risulta l’incremento dell’uso del personal computer tra i cittadini dell’Isola; ma sta crescendo soprattutto la diffusione di tablet, smartphone, IPhone e altri telefonini di ultimissima generazione.
Il 75% dei giovani siciliani confessa di non avere alcuna idea di quali siano i settori con maggiori spazi occupazionali. Il 58%, alla vigilia del conseguimento del Diploma superiore, appare disorientato e poco informato sul mondo del lavoro e sui percorsi formativi più coerenti con i concreti sbocchi occupazionali nel Sud. Sono questi alcuni dei dati più significativi che emergono da una indagine diretta da Pietro Vento e realizzata dall’Istituto Demopolis.
Con un incremento negli ultimi 5 anni il trend elettorale del MPA, rilevato dall’Istituto Demopolis, mostra un andamento piuttosto altalenante. La Sicilia si caratterizza, da qualche tempo, per un’ampia fluidità nell'espressione del voto, sempre meno orientato su basi ideologiche: una estrema variabilità e frammentazione negli orientamenti degli elettori, con oscillazioni non solo tra i partiti del medesimo schieramento, ma anche tra le diverse coalizioni.
 È decisamente incerto il quadro odierno delle intenzioni di voto dei siciliani. La fotografia sul peso dei partiti nell’Isola, scattata dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, appare condizionata dal numero crescente di indecisi, delusi ed incerti, ma anche di quanti, in caso di elezioni Politiche anticipate, non si recherebbero oggi alle urne per l’eventuale rinnovo di Camera e Senato.
Promossi didattica e competenza del corpo docente; strutture, servizi pubblici e mobilità urbana da migliorare per rendere più funzionale la vita universitaria alle falde dell’Etna. Crescono le preoccupazioni dei giovani universitari per il futuro e le prospettive occupazionali dopo la laurea. È molto positivo, nel complesso, il giudizio che deriva dall’indagine “L’Università che Vorrei”, realizzata dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis su un campione di 1.010 intervistati, statisticamente rappresentativo dell’universo degli iscritti all’Ateneo di Catania.
 SE ci si recasse alle urne, che cosa accadrebbe oggi nell’Isola? Secondo il Barometro Politico di Demopolis, l’astensione penalizzerebbe oggi, in particolar modo, il PDL, attestato al 25% ed ormai alla ricerca di un futuro oltre Berlusconi. Il PD di Bersani otterrebbe invece il consenso del 20% dei siciliani. Si rafforza il peso del Terzo Polo.
Nonostante le nuove tecnologie della comunicazione abbiano assunto negli ultimi anni un’importanza crescente accanto alla stampa tradizionale ed alla radio, la televisione resta oggi la principale fonte di informazione per i cittadini.
Cresce ampiamente la fruizione di Internet, ma la Rete resta ancora preclusa alla maggioranza dei cittadini.
Non è semplice, oggi, fotografare con esattezza il consenso per i due principali partiti del cosiddetto Terzo Polo in Sicilia: Futuro e Libertà, nato dopo la frattura della scorsa estate tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi, e l’Unione di Centro di Casini, che sconta la scissione del PID. Se ci si recasse alle urne per il rinnovo del Parlamento nazionale, l’UDC – secondo il Barometro Politico dell’Istituto Demopolis – si attesterebbe intorno al 7%, ottenendo nell’Isola circa 185 mila voti.
L’identikit tracciato dall’Istituto Demopolis rivela una profonda sfiducia dei ragazzi catanesi nelle istituzioni nazionali e locali, nel Parlamento e nei partiti politici. Profonde lacune nella conoscenza delle dinamiche che regolano le istituzioni e la politica in Italia: il 34% degli studenti crede che sia Silvio Berlusconi a ricoprire la funzione di capo dello Stato.
Il divorzio Fini-Berlusconi, al centro del dibattito politico nazionale, modifica in modo significativo anche gli equilibri e gli assetti del voto in Sicilia. La fotografia delle intenzioni di voto evidenzia oggi un quadro piuttosto incerto, con il Centro Sinistra nel suo complesso al 31%, il PDL al 32% e un ipotetico terzo polo di Centro, composto da quelle forze che si sono astenute sulla mozione di sfiducia al sottosegretario Caliendo (UDC, MpA, Api e Fini), al 33%.
Lo Statuto regionale, approvato 64 anni fa, e le sue prerogative restano decisamente sconosciuti ai siciliani. È quanto emerge da un sondaggio condotto dal 2 all’8 maggio dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis. L’82% dei cittadini dell’Isola non è in grado di indicare alcuna peculiarità dello strumento che sancisce l’Autonomia della Regione. E solo 1 siciliano su 20 sa indicarne la data di approvazione.
A 150 anni dallo sbarco dei Mille a Marsala, il tema dell’Unità d’Italia resta, per oltre il 70% dei cittadini, decisamente attuale. I dati emersi dall’indagine dell’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis confermano che anche oggi, sia pur senza i significati epici di un tempo, l’Unità d’Italia rappresenta per il 67% dei siciliani una conquista irrinunciabile, anche se in larga parte ancora incompiuta. I cittadini dell'Isola ritengono giusto celebrare il 150° anniversario dell’unificazione nazionale, non solo per riviverne la ragioni più profonde (45%), ma anche per riflettere sulla coesione del Paese e sulle differenze di crescita economica tra Nord e Sud (41%).
Il dibattito divide l’opinione pubblica del Paese: favorevole alla riforma voluta dalla Lega è il 67% dei residenti al Nord, il 40% di chi vive nelle regioni del Centro, ma appena una minoranza dei cittadini siciliani, che temono possa privilegiare ulteriormente il Nord a scapito dell’Isola e del Mezzogiorno. Il 58% dei siciliani, intervistati dall’Istituto Demòpolis, appare convinto che il federalismo fiscale possa rappresentare un rischio per la già fragile coesione sociale del Paese.
Diffusi sono i timori tra la popolazione dell’Isola: il 75% dei cittadini appare convinto che, comunque vada, le conseguenze del conflitto saranno negative per la Sicilia. Il problema più avvertito, anche a causa dell’attuale emergenza a Lampedusa, rimane il modo in cui affrontare l’attuale ondata migratoria. È quanto emerge da un’indagine diretta da Pietro Vento e condotta dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis su un campione di oltre mille cittadini, rappresentativo della popolazione residente nell’Isola.
Il 40% dei siciliani non sa indicare l'anno di costruzione dell'abitazione in cui vive. Uno su tre non ricorda se è stata costruita con criteri antisismici. E' uno dei dati che emerge dall'indagine realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis alla vigilia della discussione sul Piano Casa all'Assemblea Regionale Siciliana. Il 63% dei cittadini si dichiara favorevole al Piano Casa, ma a condizione che si rispettino gli standard di sicurezza e il decoro urbano dei centri storici dell'Isola.
I cittadini siciliani si dichiarano oggi decisamente contrari ad un ritorno dell’Italia all’energia nucleare. È quanto emerge da una indagine realizzata, a 15 giorni dalla tragedia in Giappone, dell’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis. Ad un quarto di secolo da Chernobyl, il nucleare torna dunque a far paura. Il dato generale di contrarietà dell’80%, rilevato dall’Istituto DEMOPOLIS, si accentua e cresce all’88% nell’ipotesi di una eventuale localizzazione dell’impianto nella regione. Solo 3 siciliani su 100 accetterebbero oggi che venisse realizzata una centrale nucleare nella provincia in cui vivono.
Guardano al futuro con speranza, ma anche con profonda incertezza e preoccupazione i giovani del Sud. La precarietà nel mondo del lavoro rischia di divenire precarietà esistenziale per un'intera generazione.
I siciliani, da mesi, percepiscono una profonda disattenzione del Governo nazionale verso il Sud, ma avvertono anche – con preoccupazione – una grave stasi nell’azione di governo a livello regionale. In crollo verticale appare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni politiche e nei partiti. E' quanto emerge da una indagine Demopolis per il quotidiano "LA SICILIA".
l 77% dei siciliani si dichiara insoddisfatto della gestione dei rifiuti nelle città dell'Isola. La valutazione si fa ancora più critica nelle aree metropolitane di Palermo e Catania, nelle quali il servizio è bocciato dall'86% dei residenti.
 Per rendere più competitiva l'offerta turistica siciliana, secondo i cittadini che hanno effettuato una gita o un viaggio nell'Isola negli ultimi tre anni, bisognerebbe incrementare i collegamenti stradali e ferroviari (75%), migliorare la qualità dei servizi (60%), accrescere ulteriormente le informazioni per i turisti (38%), soprattutto in Rete, valorizzare tradizioni e prodotti tipici agro-alimentari (33%), ampliare le opportunità culturali, di svago e divertimento.
Si dichiarano soddisfatti della qualità della didattica, ma valutano in modo estremamente negativo strutture e servizi logistici gli studenti delle sedi universitarie di Ragusa e di Siracusa.Le due indagini, condotte dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis per conto dell'Università degli Studi di Catania, hanno permesso di delineare un quadro complessivo delle attese degli studenti e di misurare la qualità percepita dei servizi offerti, individuando i principali punti di forza e di debolezza.
Sono giovani e per lo più soddisfatti della condizione
lavorativa in cui attualmente si trovano. In tempi di affanno per il mercato
del lavoro, mentre il Paese e la Regione tentano di arginare una crisi
economica, dilagante in tutti i settori produttivi, i giovani che stanno
crescendo come apprendisti in seno alle aziende siciliane sanno di essere
fortunati. Le loro preoccupazioni si concentrano prevalentemente sul
mantenimento dell'attuale condizione occupazionale.
È la Sicilia la meta turistica preferita dai siciliani. È questo uno dei dati più significativi che emerge dalla prima Indagine sul turismo interno realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis. La crisi economica incide. Il 41% ammette di aver ridotto, rispetto al passato, i giorni di vacanza.
C'è voglia di informazione, tra i giovani, in tema di alimentazione e agricoltura. Sia pur con molte contraddizioni, si registra un interesse crescente per il rapporto tra qualità del cibo e salute. In pochissimi, tra gli under 20, cucinano, solo un terzo contribuisce alla scelta dei prodotti che si consumano tra le mura domestiche. È quanto emerge dall'indagine Demopolis sulle dinamiche e le tendenze di consumo alimentare degli studenti di età compresa tra i 13 ed i 19 anni.
Forte è, tra gli imprenditori catanesi, la preoccupazione per l'attuale frangente economico: la crisi internazionale dei mercati e il clima di recessione incidono in termini di riduzione delle vendite e degli ordini, di insolvenza dei debitori e di contrazione degli investimenti. L'indagine, condotta dall'Istituto Demopolis, racconta di un comprensorio che, in Sicilia, fa la differenza. Alle falde dell'Etna, esistono realtà d'eccellenza che operano sui mercati mondiali e che reclamano un tessuto produttivo regionale meno ingessato, politiche pubbliche più agili, una rete integrata pubblico-privato a sostegno dell'innovazione d'impresa
Il 46% degli studenti non ricorda il nome del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e un terzo ne confonde il ruolo con quello del Capo del Governo Silvio Berlusconi. Solo il 62% sa che il potere legislativo è esercitato dal Parlamento, appena uno su quattro indica correttamente nel 1948 la data di entrata in vigore della Carta Costituzionale.
Sembra trovare in Sicilia consensi trasversali agli schieramenti politici l'idea di un nuovo Partito che, come la Lega nel Nord Italia, sia in grado di rappresentare e far valere a livello nazionale gli interessi del Sud. E' quanto emerge dai risultati di un'indagine realizzata per "L'Espresso" da DEMOPOLIS, Istituto Nazionale di Ricerche leader nell'analisi dell'opinione pubblica nell'Isola.
I ragazzi credono nei valori tradizionali, ma confidano poco nelle istituzioni. Si dichiarano non molto interessati alla vita pubblica e non colgono la dimensione del collettivo al di fuori dalla cerchia privata delle frequentazioni quotidiane. Tra le istituzioni politiche, l’Unione Europea ottiene la più ampia dichiarazione di fiducia. L’Europa piace, ma dei suoi organi e delle sue funzioni, delle sue politiche e dei suoi programmi, gli studenti sanno ancora molto poco.
Disoccupazione e precarietà giovanile, un sistema di infrastrutture e viabilità che blocca lo sviluppo economico e il turismo, una gestione dei rifiuti non adeguata. Sono queste - nell'opinione dei cittadini - le emergenze reali della Sicilia. È quanto emerge da un'indagine dell'Istituto Demopolis per il quotidiano La Sicilia, che evidenzia nell'Isola una crescente, profonda disaffezione nei confronti della politica.
I cittadini palermitani si dichiarano in maggioranza insoddisfatti dei servizi pubblici, preoccupati per un tenore di vita familiare che peggiora di anno in anno, critici con la pubblica amministrazione locale, soprattutto in tema di gestione del traffico urbano e dei servizi ambientali. La ricerca demoscopica mette a fuoco i problemi sociali e strutturali ed i disagi più avvertiti nel capoluogo, le priorità evidenziate dai cittadini per una migliore qualità della vita.
Negli ultimi cinque anni il 38% dei siciliani si è recato in un'area archeologica, mentre uno su cinque è entrato in un museo o in una galleria d'arte. Un numero molto più alto, il 46%, ha visitato un palazzo storico o un complesso monumentale. Sono alcuni dei dati emersi dall'indagine, pubblicata nel volume "Sicilia: segni d'arte e pietre di memoria", condotta dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis.
È l'incertezza verso il futuro lo stato d'animo prevalente nei siciliani: un sentimento che si lega per molti alla preoccupazione per il proprio tenore di vita e per il futuro dei figli. È quanto emerge, in sintesi, dall'indagine realizzata dall'Istituto Demopolis per il quotidiano La Sicilia. Molteplici sono i riflessi che la crisi dei mercati finanziari e il ventilato rischio di recessione hanno determinato sui comportamenti e sugli stili di vita delle famiglie nell'Isola.
Il 79% dei siciliani auspica che si ritrovi al più presto all'ARS una maggioranza più stabile per superare una crisi di governabilità che attanaglia ormai la Regione da troppi mesi. Soltanto un elettore su cinque sarebbe favorevole ad un ritorno alle urne. Il dato emerge dall'ultima indagine sull'opinione pubblica siciliana condotta, dal 12 al 16 novembre, dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis.
Sono orgogliosi di essere siciliani, ma insoddisfatti della qualità della vita, i cittadini dell'Isola. I siciliani dichiarano ampi margini di insoddisfazione per i servizi offerti dalle città in cui vivono, con punte di criticità in tema di trasporti e servizi sanitari, bocciati dalla maggioranza assoluta degli intervistati. È sulla dimensione intima del vivere che si fonda l'orgoglio e la volontà d'essere e restare siciliani.
Avvertono un crescente bisogno di accettazione all'interno del gruppo di amici ed un desiderio esasperato di tecnologia, per poter comunicare in ogni istante. È l'identikit che emerge dalla ricerca sui ragazzi tra i 13 ed i 19 anni, realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, in collaborazione con Telefono Azzurro.
Voglia di democrazia urbana e di coinvolgimento nelle scelte del governo locale. L’indagine condotta dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis, su iniziativa degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri della Provincia di Catania, rivela una richiesta di partecipazione dei cittadini ai processi di trasformazione della città etnea e del suo territorio.
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FOCUS SICILIA
Il Paese visto da Sud
L' Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis è impegnato nell’analisi continuativa delle dinamiche sociali, politiche ed economiche del Mezzogiorno che, da teatro di culture millenarie e di incontri fra civiltà, si confronta oggi con le sfide del futuro: il Sud rappresenta un vero e proprio laboratorio, da studiare nelle spinte evolutive che lo attraversano, nella trasformazione dei valori e nelle emergenti esigenze del tessuto sociale e produttivo, anche per capire meglio il Paese.
Committenti nell'Isola
Istituto leader nell'analisi dell'opinione pubblica e del tessuto sociale, politico e produttivo della Sicilia, Demopolis ha realizzato nell’Isola indagini e ricerche per Comuni e Province Regionali, le Università degli Studi di Catania e di Palermo, il CNR, Confindustria Sicilia, la Presidenza della Regione Siciliana, gli Ordini dei Giornalisti, degli Architetti e degli Ingegneri, Telefono Azzurro, il Ciapi, l'Associazione Italiana dei Comuni e delle Regioni d'Europa, i quotidiani La Sicilia e la Repubblica, le emittenti Antenna Sicilia e Telecolor, i Dipartimenti Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Turismo e Agricoltura della Regione Siciliana.
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