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La televisione si conferma la principale fonte di informazione dei siciliani; carta stampata e radio restano punto di riferimento. Cresce in modo significativo, grazie all’accesso mobile da smartphone, la fruizione della Rete, anche se risulta ancora pesante il Social Digital Divide. Sono alcuni dei dati che emergono dall’indagine dell’Istituto Demòpolis sulla fruizione dei Media in Sicilia, presentata dal direttore di Demopolis Pietro Vento in un convegno promosso da Confindustria.


Soltanto 4 elettori su 10 hanno confermato alle Europee del 25 maggio il voto al partito scelto alle Politiche del 2013. Secondo l’analisi dell’Istituto Demopolis, il 57% dei siciliani ha votato una lista differente o è rimasto a casa


Il consenso in Sicilia appare sempre più liquido e variabile. Il Barometro Politico dell’Istituto Demopolis registra una bassissima fedeltà elettorale: alle Amministrative appena il 35% dei siciliani ha confermato il voto alla lista scelta alle Politiche lo scorso febbraio.



Nel voto per il Sindaco e per il Consiglio Comunale il 64% dei catanesi ha scelto prevalentemente il candidato, prescindendo dal partito. È uno dei dati che emerge dall’indagine post elettorale, condotta nel capoluogo etneo dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis.  “Le elezioni comunali a Catania hanno confermato l’estrema permeabilità e variabilità del voto dei siciliani negli ultimi mesi, con un livello di “fedeltà” sempre più basso rispetto alle scelte compiute nelle precedenti tornate elettorali. Colpisce, nell’analisi dei dati, la trasversalità del consenso ottenuto dal nuovo Sindaco, anche al di fuori dell’area politica di riferimento. 


Le scelte degli indecisi negli ultimi 15 giorni e la crescita esponenziale del Movimento 5 stelle, in coincidenza con lo tsunami tour di Grillo, si sono rivelati determinanti per l’esito del voto delle elezioni politiche del 24 e del 25 febbraio. Una quota molto significativa di elettori siciliani ha compiuto una scelta definitiva soltanto negli ultimi giorni.



Il 75% dei giovani confessa di non avere alcuna idea di quali siano i settori con maggiori spazi occupazionali. Il 58%, alla vigilia del conseguimento del Diploma superiore, appare disorientato e poco informato sul mondo del lavoro. Sono questi alcuni dei dati più significativi che emergono da una indagine diretta da Pietro Vento e realizzata dall’Istituto Demopolis.



Il voto in Sicilia ha confermato i cambiamenti profondi in atto nel Paese ed appare destinato ad incidere sulle prossime scelte dei partiti in uno quadro politico nazionale che, in ampia parte, è ancora da decifrare. Lo scenario, in vista delle Politiche, appare caratterizzato da un’estrema liquidità e permeabilità del consenso: sono alcuni dei temi affrontati in una analisi del direttore di Demopolis Pietro Vento nell'approfondimento di Sky TG24 condotto da Paola Saluzzi.




Una conquista irrinunciabile, anche se in larga parte ancora incompiuta: è questa, oggi, l’opinione prevalente dei cittadini del Mezzogiorno sull’Unità nazionale ottenuta 150 anni fa. I dati della ricerca, diretta da Pietro Vento e realizzata per LIMES dall’Istituto Demopolis su un campione rappresentativo dei cittadini residenti nelle regioni del Sud, rivelano la diffusa convinzione di un’Italia decisamente poco unita sul piano sociale ed economico.



Il 43% dei siciliani accede oggi ad Internet, il 92% ha un cellulare, ormai presente nelle case dell’Isola in misura analoga ai televisori. Particolarmente significativo risulta l’incremento dell’uso del personal computer; ma sta crescendo soprattutto la diffusione di tablet, smartphone, IPhone e altri telefonini di ultimissima generazione.



Promossi didattica e competenza del corpo docente; strutture, servizi pubblici e mobilità urbana da migliorare per rendere più funzionale la vita universitaria alle falde dell’Etna. Crescono le preoccupazioni dei giovani universitari per il futuro e le prospettive occupazionali dopo la laurea. è molto positivo, nel complesso, il giudizio che deriva dall’indagine “L’Università che Vorrei”;, realizzata dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis su un campione di 1.010 intervistati, statisticamente rappresentativo dell’universo degli iscritti all’Ateneo di Catania.



L’identikit tracciato dall’Istituto Demopolis rivela una profonda sfiducia dei ragazzi catanesi nelle istituzioni nazionali e locali, nel Parlamento e nei partiti politici. Profonde lacune nella conoscenza delle dinamiche che regolano le istituzioni e la politica in Italia: il 34% degli studenti crede che sia Silvio Berlusconi a ricoprire la funzione di capo dello Stato.




Per rendere più competitiva l'offerta turistica siciliana, secondo i cittadini che hanno effettuato una gita o un viaggio nell'Isola negli ultimi tre anni, bisognerebbe incrementare i collegamenti stradali e ferroviari (75%), migliorare la qualità dei servizi (60%), accrescere ulteriormente le informazioni per i turisti (38%), soprattutto in Rete, valorizzare tradizioni e prodotti tipici agro-alimentari (33%), ampliare le opportunità culturali, di svago e divertimento.



C'è voglia di informazione, tra i giovani, in tema di alimentazione e agricoltura. Sia pur con molte contraddizioni, si registra un interesse crescente per il rapporto tra qualità del cibo e salute.
In pochissimi, tra gli under 20, cucinano, solo un terzo contribuisce alla scelta dei prodotti che si consumano tra le mura domestiche. è quanto emerge dall'indagine Demopolis sulle dinamiche e le tendenze di consumo alimentare degli studenti di età compresa tra i 13 ed i 19 anni.




I ragazzi credono nei valori tradizionali, ma confidano poco nelle istituzioni. Si dichiarano non molto interessati alla vita pubblica e non colgono la dimensione del collettivo al di fuori dalla cerchia privata delle frequentazioni quotidiane. Tra le istituzioni politiche, l’Unione Europea ottiene la più ampia dichiarazione di fiducia. L’Europa piace, ma dei suoi organi e delle sue funzioni, delle sue politiche e dei suoi programmi, gli studenti sanno ancora molto poco.




Sono orgogliosi di essere siciliani, ma insoddisfatti della qualità della vita, i cittadini dell'Isola. I siciliani dichiarano ampi margini di insoddisfazione per i servizi offerti dalle città in cui vivono, con punte di criticità in tema di trasporti e servizi sanitari, bocciati dalla maggioranza assoluta degli intervistati. è sulla dimensione intima del vivere che si fonda l'orgoglio e la volontà d'essere e restare siciliani.





Avvertono un crescente bisogno di accettazione all'interno del gruppo di amici ed un desiderio esasperato di tecnologia, per poter comunicare in ogni istante. è l'identikit che emerge dalla ricerca sui ragazzi tra i 13 ed i 19 anni, realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, in collaborazione con Telefono Azzurro.






L'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis cura Opinion Lab, Monitor continuativo sull'opinione pubblica del Paese, l'Osservatorio sulle nuove generazioni ed il Barometro Politico sulle intenzioni di voto degli italiani.