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I risultati di indagini e sondaggi sulle pagine Twitter e Facebook: seguiteci sui Social Network

Il sondaggio condotto dall’Istituto Demopolis ha analizzato la memoria dei cittadini sui comandamenti più noti, quelli da riscoprire, ma anche quelli più trasgrediti o più difficili da seguire nell’esperienza personale degli intervistati. 

25 anni dopo, secondo l’indagine condotta dall’Istituto Demopolis, la memoria del 9 novembre 1989 resta impressa in 7 italiani su 10, con una significativa differenza generazionale. Che cosa è mancato rispetto alle attese nate in quei giorni? Per il 75% degli italiani è mancata la costruzione di un’Europa politicamente davvero unita.


La televisione si conferma la principale fonte di informazione dei siciliani; carta stampata e radio restano punto di riferimento. Cresce in modo significativo, grazie all’accesso mobile da smartphone, la fruizione della Rete, anche se risulta ancora pesante il Social Digital Divide. Sono alcuni dei dati che emergono dall’indagine dell’Istituto Demòpolis sulla fruizione dei Media in Sicilia, presentata dal direttore di Demopolis Pietro Vento in un convegno promosso da Confindustria.


Alle aziende di piccole e grandi dimensioni, agli attori privati ed al mondo dell’impresa, Demopolis non offre solo rodati strumenti di marketing, ma una conoscenza mirata delle dinamiche dei mercati e dei mutevoli bisogni dei consumatori, quali bussole operative per progettare lo sviluppo, offrendo indicazioni strategiche con un’attenzione speciale alle leve della comunicazione.

In testa alle priorità degli italiani, secondo i dati Demopolis, è il lavoro, indicato dal 73%, seguito al 67% dalla riduzione della pressione fiscale. L’ottimismo sulla ripresa appare ancora molto cauto: cresce, dal 23% dello scorso novembre al 31% di oggi, il numero di quanti credono ad un rilancio dell’economia. Decisamente più bassa, al 15%, è la percentuale di quanti sono convinti che aumenterà l’occupazione in Italia.


Le ripetute emergenze connesse alla sicurezza dei cibi che hanno investito l’Europa hanno innescato fra i cittadini apprensione sulla sicurezza e sulla qualità degli alimenti. Alla complessità di queste variabili si aggiungono le difficoltà determinate dalla prolungata crisi economica.


Demopolis ha tracciato, per il settimanale Famiglia Cristiana, la Spending Review ideale degli italiani: il 90% vorrebbe la riduzione di indennità e numero di parlamentari e consiglieri regionali; il 68% il taglio degli sprechi nella PA. Inoltre, indicazioni maggioritarie giungono dall’opinione pubblica, per il Governo Renzi, anche sul tetto agli stipendi dei manager di Stato e sulla razionalizzazione del patrimonio immobiliare.


Il bilancio di 12 anni di moneta unica non è ritenuto positivo dagli italiani: il 58% dei cittadini valuta negativamente gli effetti dell’introduzione dell’Euro, almeno per il modo in cui è stato gestito.
L’Euro non piace, ma soltanto un terzo degli italiani sarebbe oggi favorevole ad un ritorno alla lira. Secondo il sondaggio condotto da Demopolis per l’Espresso, uscire dall’Euro appare rischioso alla maggioranza assoluta dei cittadini: più di 6 italiani su 10 appaiono convinti che il nostro Paese, fuori dalla moneta unica, sarebbe troppo debole per competere da solo sui mercati mondiali.



Il 90% degli italiani ha fiducia in Papa Francesco: è il dato, senza precedenti, che emerge dall’indagine condotta da Demopolis, diffusa dal Tg2 e dal Corriere.it. L’impatto sull’opinione pubblica appare straordinario: l’apprezzamento verso il Pontefice, che raggiunge il 95% tra i cattolici, risulta molto alto, al 68%, anche nel segmento di non cattolici e non credenti.



A caratterizzare l’anno appena trascorso sono stati soprattutto la difficoltà di imparare a convivere con una crisi economica ed occupazionale, che ha toccato nel 2013 la stragrande maggioranza delle famiglie, e l’elezione di Papa Francesco, personaggio dell’anno senza rivali, di cui si fida oggi l’86% degli italiani: un dato di fiducia senza alcun precedente in Italia. 


I cattolici italiano sembrano pronti ad accogliere l’appello di Papa Francesco per un rinnovato impegno in politica e nella società: è quanto emerge dall'indagine condotta per il settimanale Famiglia Cristiana. Assolutamente centrale, per l’83% dei cattolici intervistati, è il tema del futuro delle nuove generazioni.



Il 67% dei giovani intervistati dall’Istituto Demopolis confessa di non sapere quali siano oggi, in Italia, i settori con maggiori opportunità di lavoro. Impressionata dai dati e preoccupata si dichiara il Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza: “Manca un progetto generale di orientamento che non lasci soli gli studenti nel momento delle scelte”. 



Papa Francesco ha già conquistato la fiducia dell’85% degli italiani: è uno dei dati più significativi che emerge dall’indagine condotta dall’Istituto Demopolis, diffusa in anteprima dal Tg2, dal Corriere della Sera e dal settimanale Famiglia Cristiana. 
L’apprezzamento cresce al 96% tra i cattolici e raggiunge il 65% nel segmento composto da non cattolici e non credenti: elemento, quest’ultimo, con un solo precedente negli anni più intensi del Pontificato di Giovanni Paolo II. “L’impatto di Papa Bergoglio sull’opinione pubblica risulta straordinario: a colpire maggiormente – afferma il direttore di Demopolis Pietro Vento – sono la spontaneità ed il linguaggio del Papa, evidenziati dal 75% degli intervistati; ma anche la semplicità e la vicinanza alla gente".



È un’Italia che avverte, in modo rilevante, gli effetti della crisi quella odierna. In 4 anni l’indice di insicurezza economica degli italiani è cresciuto di 24 punti, dal 43% del 2008 al 67% odierno. L’analisi, compiuta per il programma Otto e Mezzo dall’Istituto Demopolis, evidenzia le crescenti preoccupazioni del Paese: 7 cittadini su 10 temono di non riuscire ad arrivare con tranquillità alla fine del mese.


L’88% degli italiani si fida di Papa Francesco: il dato emerge da una ricerca condotta dall’Istituto Demopolis a due anni dall’elezione al Soglio Pontificio. “Bergoglio – afferma il direttore di Demopolis Pietro Vento – ha conquistato l’opinione pubblica ed è, in assoluto, la figura della quale i cittadini si fidano oggi di più nel nostro Paese.


L’ascensore sociale è ormai fuori uso: nella percezione dell'opinione pubblica, sarà difficile che i giovani italiani possano godere in prospettiva delle medesime certezze economiche e del tenore di vita dei genitori.

E' uno dei dati che emergono dall’Osservatorio Demopolis sulle nuove generazioni, diretto da Pietro Vento (nella foto).





Più di sette italiani su dieci si dichiarano oggi preoccupati degli effetti che potrebbe determinare un eventuale terremoto nella zona in cui vivono. È uno dei dati che emerge da un sondaggio condotto dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis per il programma Otto e Mezzo. Appena il 43% della popolazione italiana conosce l’anno di costruzione dell’abitazione in cui vive.



È l’incertezza lo stato d’animo prevalente con cui, in questo inizio del 2012, la maggioranza dei giovani toscani guarda al futuro. La Toscana resta tuttavia il luogo preferito in cui vivere: solo tre su dieci esprimono una valutazione negativa sulla qualità della vita nella regione. È uno dei dati che emerge dall’indagine condotta da Demopolis sui cittadini tra i 18 ed i 34 anni.



Una conquista irrinunciabile, anche se in larga parte ancora incompiuta: è questa, oggi, l’opinione prevalente dei cittadini del Mezzogiorno sull’Unità nazionale ottenuta 150 anni fa. I dati della ricerca, diretta da Pietro Vento e realizzata per LIMES dall’Istituto Demopolis su un campione rappresentativo dei cittadini residenti nelle regioni del Sud, rivelano la diffusa convinzione di un’Italia decisamente poco unita sul piano sociale ed economico.



Il 43% dei siciliani accede oggi ad Internet, il 92% ha un cellulare, ormai presente nelle case dell’Isola in misura analoga ai televisori. Particolarmente significativo risulta l’incremento dell’uso del personal computer; ma sta crescendo soprattutto la diffusione di tablet, smartphone, IPhone e altri telefonini di ultimissima generazione.



Il 40% dei cittadini delle 6 più grandi aree metropolitane del Paese ritiene che la qualità complessiva della vita sia peggiorata negli ultimi 5 anni, mentre la percezione di miglioramento resta limitata all’11%. L’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis ha tracciato, attraverso l’ascolto dei residenti, un’agenda delle priorità di chi vive a Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo e Genova.




Promossi didattica e competenza del corpo docente; strutture, servizi pubblici e mobilità urbana da migliorare per rendere più funzionale la vita universitaria alle falde dell’Etna. Crescono le preoccupazioni dei giovani universitari per il futuro e le prospettive occupazionali dopo la laurea. è molto positivo, nel complesso, il giudizio che deriva dall’indagine “L’Università che Vorrei”;, realizzata dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis su un campione di 1.010 intervistati, statisticamente rappresentativo dell’universo degli iscritti all’Ateneo di Catania.



L’identikit tracciato dall’Istituto Demopolis rivela una profonda sfiducia dei ragazzi catanesi nelle istituzioni nazionali e locali, nel Parlamento e nei partiti politici. Profonde lacune nella conoscenza delle dinamiche che regolano le istituzioni e la politica in Italia: il 34% degli studenti crede che sia Silvio Berlusconi a ricoprire la funzione di capo dello Stato.




Il 65% di chi in Italia ha meno di 35 anni ha svolto, anche occasionalmente, un’attività lavorativa senza alcuna forma di retribuzione.
È uno dei dati più significativi, pubblicato dal settimanale l’Espresso, che emerge dall’Osservatorio dell’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis sui giovani in Italia. Un vissuto che si affianca spesso a lavori per lo più precari, mal pagati, instabili, occasionali, sommersi.



Il 92% degli italiani vorrebbe una maggiore informazione sulla qualità del cibo: il rapporto tra alimentazione e salute rappresenta oggi una delle principali preoccupazioni dei cittadini, che si dimostrano sempre più attenti alle tematiche della sicurezza alimentare.



C'è voglia di informazione, tra i giovani, in tema di alimentazione e agricoltura. Sia pur con molte contraddizioni, si registra un interesse crescente per il rapporto tra qualità del cibo e salute.
In pochissimi, tra gli under 20, cucinano, solo un terzo contribuisce alla scelta dei prodotti che si consumano tra le mura domestiche. è quanto emerge dall'indagine Demopolis sulle dinamiche e le tendenze di consumo alimentare degli studenti di età compresa tra i 13 ed i 19 anni.




Avvertono un crescente bisogno di accettazione all'interno del gruppo di amici ed un desiderio esasperato di tecnologia, per poter comunicare in ogni istante. è l'identikit che emerge dalla ricerca sui ragazzi tra i 13 ed i 19 anni, realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, in collaborazione con Telefono Azzurro.






L'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis cura Opinion Lab, Monitor continuativo sull'opinione pubblica del Paese, l'Osservatorio sulle nuove generazioni ed il Barometro Politico sulle intenzioni di voto degli italiani.