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Oltre i due terzi degli italiani contrari alla reintroduzione dell'immunità parlamentare
Più di due italiani su tre sono contrari alla reintroduzione dell'immunità per i rappresentanti del Parlamento nazionale. La maggioranza assoluta dei cittadini non accetta che deputati e senatori possano contare su ulteriori garanzie protettive connesse alla loro funzione istituzionale, analoghe a quelle abolite dopo lo scandalo di Tangentopoli.
È quanto emerge da un'indagine dell'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis realizzata all'indomani della bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale.
La ricerca - condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne - conferma una tendenza serpeggiante ma percepibile, da oltre un decennio, nel Paese: i cittadini, con argomentazioni differenti, senza particolari differenziazioni di schieramento, diffusamente sull'intero territorio nazionale, non gradiscono i privilegi concessi agli esponenti politici in ragione del loro ruolo istituzionale.
Il 69% dei cittadini si dichiara contrario alla reintroduzione dell'immunità parlamentare. Favorevoli appena 2 su 10. L'11% degli intervistati non prende posizione, malgrado il dibattito successivo alla bocciatura del Lodo Alfano rinnovi l'attualità della questione e la ponga al centro del dibattito politico nazionale.

Nota metodologica
I dati dell'indagine sono tratti dal Barometro Politico realizzato dall'Istituto Nazionale di Ricerche DEMOPOLIS.
La rilevazione demoscopica è stata condotta dall'Istituto Demopolis dall'1 al 10 novembre 2009, con metodologie CATI-CAWI, su un campione di 1.024 cittadini, rappresentativo dell'universo degli elettori italiani, stratificato per sesso, fascia di età, titolo di studi ed area di residenza.
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