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I fabbisogni di innovazione e le esigenze delle imprese catanesi

Forte è, tra gli imprenditori catanesi, la preoccupazione per l'attuale frangente economico: la crisi internazionale dei mercati e il clima di recessione incidono in termini di riduzione delle vendite e degli ordini, di insolvenza dei debitori e di contrazione degli investimenti.

L'indagine, condotta dall'Istituto Demopolis nell'ambito di un progetto di ricerche promosso dalla Provincia Regionale di Catania con la collaborazione dell'Università degli Studi,  racconta di un comprensorio che, in Sicilia, fa la differenza. Le imprese etnee hanno saputo, nel tempo, cogliere e funzionalizzare la spinta innovativa di grandi gruppi industriali insediatisi sul territorio senza diventarne mere ancelle. La capitalizzazione delle aziende non è un ostico obiettivo, come nel resto della Regione, ma già in parte una realtà. Le imprese dialogano con gli Enti di Ricerca, l'Università ed il sistema dell'istruzione instaurando una sinergia vincente che ha permesso di valorizzare intelligenze e capitale umano locali. Alle falde dell'Etna, esistono realtà d'innovazione e d'eccellenza che operano sui mercati mondiali e che reclamano un tessuto produttivo regionale meno ingessato, politiche pubbliche più agili, una rete integrata pubblico-privato a sostegno dell'innovazione d'impresa e specifici strumenti creditizi che supportino le aziende in un frangente critico come quello attuale.

La ricerca dell'Istituto Demopolis, condotta su un campione rappresentativo delle aziende dell'industria e dei servizi, ha individuato le esigenze e le progettualità delle imprese alle falde dell'Etna, analizzandone la propensione all'innovazione e all'internazionalizzazione. Pur esprimendo profonda insoddisfazione per la condizione economica dell'Isola, la maggioranza assoluta degli imprenditori dell'industria e dei servizi scommette sul futuro delle proprie aziende, guardando con fiducia a nuovi mercati ed esprimendo una marcata spinta all'innovazione, quale chiave competitiva e di sviluppo.

Angustiati dalla condizione economica complessiva dell'Isola, gli imprenditori etnei lamentano gravi limiti allo sviluppo delle aziende riconducibili proprio al contesto regionale: primi fra tutti, la mancanza di serie politiche di sviluppo (83%) e l'assenza di adeguate infrastrutture sul territorio (69%), evidenziata in misura nettamente superiore al dato medio dalle imprese industriali.

Al terzo posto, fra i disagi indicati dalle aziende, il dover far fronte a snervanti procedure burocratiche (63%).

La difficoltà di accesso al credito, soprattutto nella considerazione del difficile frangente economico mondiale, è segnalata da poco meno della metà del campione, con un dato che però sfiora il 60% nel comparto dei servizi. 4 imprenditori su 10 identificano nel difetto di innovazione e nella carenza di adeguati servizi pubblici gravi deterrenti allo sviluppo delle imprese siciliane. In un contesto di grave debolezza infrastrutturale e gestionale del territorio, la criminalità ed il racket vengono segnalati come problema marginale (37% di segnalazioni).

E tuttavia, Catania sembra appartenere a quella rara parte del Paese che reagisce e che non intende, nonostante tutto, ripiegarsi in se stessa. Più pessimisti sul futuro, anche sul rischio di riduzione del personale, appaiono i manager del commercio e della grande distribuzione, investiti più rapidamente dalla crisi mondiale e dalla riduzione dei consumi: quasi una famiglia siciliana su quattro fatica infatti ad arrivare alla fine del mese e dichiara una riduzione sensibile dei propri consumi, una maggiore accortezza negli acquisti e nelle spese rispetto al passato.

Buona, decisamente superiore agli standard regionali, è stata a Catania, negli ultimi tre anni, la capacità complessiva di innovazione aziendale, più stazionaria la quota investita dalle imprese in ricerca e sviluppo.

Le aziende etnee studiano la crisi, approntano strategie per farvi fronte e non smettono di scommettere sul futuro. Ma sanno di non poter fare da sole.

Si avverte una decisa voglia di innovazione, di reazione al clima che si respira nel Paese: tra le necessità più urgenti, gli imprenditori intervistati chiedono sostegno creditizio ed incentivi all'aggregazione, ma soprattutto interventi pubblici per il miglioramento delle infrastrutture, dei trasporti e per la riduzione dei costi dei servizi, per poter affrontare al meglio la sempre più difficile sfida della competizione sui mercati globali.

"Innovare" e "fare sistema" sono le parole d'ordine delle esperienze più brillanti dell'economia catanese, ma rappresentano anche gli obiettivi cui le imprese di ridotte dimensioni puntano non senza difficoltà e per i quali richiedono alle istituzioni interventi mirati. E' il supporto all'aggregazione ed alla cooperazione di sistema la principale richiesta del tessuto produttivo etneo.

L'indagine condotta dall'Istituto Demopolis traccia, infatti, una graduatoria degli interventi istituzionali e delle politiche di settore sollecitati come più urgenti per le aziende.

A maggioranza assoluta (54%), gli imprenditori chiedono incentivi all'aggregazione come azione primaria per la crescita del comparto industriale e dei servizi in provincia di Catania.

Le imprese (51%) segnalano inoltre la necessità di interventi di sostegno creditizio, come poter contare su Consorzi di garanzie collettive fidi efficienti e fruibili dalle aziende.

Ma all'economia serve anche poter su reti di infrastrutture e servizi che agevolino e non aggravino, piuttosto, le dinamiche aziendali.

Il 47% delle imprese - con prevalenza del settore industriale - richiede interventi pubblici per il miglioramento delle dotazioni infrastrutturali del territorio e per la riduzione dei costi dei servizi, primo fra tutti, l'energia.

Ma le aziende sanno anche di dover intervenire sulle variabili endogene di arresto allo sviluppo. Il 42% segnala l'urgenza di migliorare le strategie di marketing e commercializzazione; il 37% auspica processi di innovazione aziendale diffusi e continuativi; il terzo degli intervistati richiede interventi di riposizionamento aziendale nei mercati internazionali.

Una richiesta esplicita alle istituzioni emerge dall'indagine, sollecitata soprattutto dalle realtà del comparto tecnologico avanzato e dalle dimensioni produttive operanti nei mercati internazionali: una migliore relazione con la Pubblica amministrazione e l'istituzione di una rete "pubblico-privato" a supporto dell'innovazione.





Metodologia di ricerca

La rilevazione demoscopica è stata condotta, per conto della Provincia Regionale di Catania, dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis con metodologia CATI-CAWI, dal 28 novembre al 9 dicembre 2008, tramite somministrazione di un questionario strutturato ad un campione di presidenti, amministratori delegati e dirigenti di 104 imprese con sede in provincia di Catania.

Direzione e coordinamento: Pietro Vento

con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone

Supervisione della rilevazione demoscopica CATI: M. E. Tabacchi

 

Il Campione

Il campione d'indagine è stato stratificato, mediante scelta ragionata, in base al settore di attività e al fatturato delle imprese dell'industria e dei servizi, con esclusione del settore dei servizi finanziari, sociali e sanitari.

Su richiesta del committente, è stato altresì operato un sovra-campionamento a scelta ragionata per l'analisi del comparto ICT/Hi-Tech e delle aziende in StartUp.

FOCUS SICILIA

Il Paese visto da Sud

L'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis è impegnato nell’analisi continuativa delle dinamiche sociali, politiche ed economiche del Mezzogiorno che, da teatro di culture millenarie e di incontri fra civiltà, si confronta oggi con le sfide del futuro: il Sud rappresenta un vero e proprio laboratorio, da studiare nelle spinte evolutive che lo attraversano, nella trasformazione dei valori e nelle emergenti esigenze del tessuto sociale e produttivo, anche per capire meglio il Paese.


Committenti nell'Isola


Istituto leader nell'analisi dell'opinione pubblica e del tessuto sociale, politico e produttivo della Sicilia, Demopolis ha realizzato nell’Isola indagini e ricerche per Comuni e Province Regionali, le Università degli Studi di Catania e di Palermo, il CNR, Confindustria Sicilia, la Presidenza della Regione Siciliana, gli Ordini dei Giornalisti, degli Architetti e degli Ingegneri, Telefono Azzurro, il Ciapi, l'Associazione Italiana dei Comuni e delle Regioni d'Europa, i quotidiani La Sicilia e la Repubblica, le emittenti Antenna Sicilia e Telecolor, i Dipartimenti Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Turismo e Agricoltura della Regione Siciliana.