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Sconosciuto ai siciliani lo Statuto regionale
L’82% dei cittadini dell’Isola non è in grado di indicare alcuna peculiarità dello strumento che sancisce l’Autonomia della Regione. E solo 1 siciliano su 20 sa indicarne la data di approvazione.
Ai minimi storici nell’Isola la fiducia dei cittadini nelle istituzioni politiche.
Lo Statuto regionale, approvato 64 anni fa, e le sue prerogative restano decisamente sconosciuti ai siciliani. È quanto emerge da un sondaggio condotto dal 2 all’8 maggio dall’Istituto Nazionale di Ricerche DEMOPOLIS su un campione rappresentativo della popolazione siciliana.
L’82% dei cittadini dell’Isola non è in grado di indicare alcuna peculiarità dello Statuto, mentre appena il 18%, spesso con approssimazione, fornisce una risposta corretta, parlando per lo più di competenze esclusive su materie fondamentali. Ancora più basso, secondo l’indagine Demòpolis, è il grado di conoscenza della data che sancisce l’autonomia regionale. Solo un siciliano su venti, infatti, cita il 1946 come anno di approvazione dello Statuto. Il 95% dei siciliani non lo ricorda o indica una data non pertinente.
Il dato di conoscenza degli strumenti istitutivi della Regione Siciliana non premia neanche gli studenti delle scuole e delle università. Soltanto il 7% sa citare correttamente la data di approvazione dello Statuto, meno di uno su cinque riesce ad indicare una prerogativa dell’Autonomia o una caratteristica che differenzia la Sicilia dalle regioni a statuto ordinario.
“La festa dell’Autonomia Siciliana lascia indifferente la quasi totalità dei cittadini dell’Isola – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento –; è una ricorrenza, quella del 15 maggio, che si innesta quest’anno in un frangente di gravissima incertezza nel quadro politico ed istituzionale dell’Isola, che contribuisce ad alimentare una profonda, crescente disaffezione dei cittadini nei confronti della politica e della vita pubblica: appena il 19% dei siciliani dichiara oggi di aver fiducia nel Parlamento nazionale, il 16% nelle istituzioni regionali, il 9% nei partiti. Dati ai minimi storici dai tempi di Tangentopoli”.
Nota metodologica L'indagine, diretta da Pietro Vento con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone, è stata realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis dal 2 all’8 maggio 2010, su un campione di 800 intervistati, rappresentativo dell'universo della popolazione siciliana e stratificato per genere, fascia di età, titolo di studi ed area geografica di residenza. Approfondimenti su www.demopolis.it.
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FOCUS SICILIA
Il Paese visto da Sud
L' Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis è impegnato nell’analisi continuativa delle dinamiche sociali, politiche ed economiche del Mezzogiorno che, da teatro di culture millenarie e di incontri fra civiltà, si confronta oggi con le sfide del futuro: il Sud rappresenta un vero e proprio laboratorio, da studiare nelle spinte evolutive che lo attraversano, nella trasformazione dei valori e nelle emergenti esigenze del tessuto sociale e produttivo, anche per capire meglio il Paese.
Committenti nell'Isola
Istituto leader nell'analisi dell'opinione pubblica e del tessuto sociale, politico e produttivo della Sicilia, Demopolis ha realizzato nell’Isola indagini e ricerche per Comuni e Province Regionali, le Università degli Studi di Catania e di Palermo, il CNR, Confindustria Sicilia, la Presidenza della Regione Siciliana, gli Ordini dei Giornalisti, degli Architetti e degli Ingegneri, Telefono Azzurro, il Ciapi, l'Associazione Italiana dei Comuni e delle Regioni d'Europa, i quotidiani La Sicilia e la Repubblica, le emittenti Antenna Sicilia e Telecolor, i Dipartimenti Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Turismo e Agricoltura della Regione Siciliana.
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