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Media e alimentazione: indagine Demopolis per la Fondazione Diritti Genetici

Il 92% degli italiani vorrebbe una maggiore informazione sulla qualità del cibo: il rapporto tra alimentazione e salute rappresenta oggi una delle principali preoccupazioni dei cittadini, che si dimostrano sempre più attenti alle tematiche della sicurezza alimentare.

È quanto emerge dall'indagine condotta dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis, per conto della Fondazione Diritti Genetici, i cui risultati sono stati presentati a Montecitorio.
Nella scelta dei prodotti, accanto alla variabile "costo", i consumatori guardano con attenzione alla qualità ed alla provenienza degli alimenti; un'ampia maggioranza è solita leggere le informazioni contenute nelle etichette.
Rimane alta, tra gli italiani, la contrarietà all'utilizzo di OGM in agricoltura (78%), prevalentemente per il timore percepito di rischi per la salute. Solo l'11% acquisterebbe cibi contenenti organismi geneticamente modificati. In un periodo caratterizzato da emergenze e scandali alimentari di profondo impatto emotivo sull'opinione pubblica, sono anche l'uso di antiparassitari in agricoltura e i criteri di allevamento degli animali a preoccupare oltre l'80% dei cittadini intervistati.
Secondo i risultati dell'indagine dell'Istituto DEMOPOLIS, profonda è oggi la richiesta di un'informazione più approfondita ed attenta in materia: l'80% degli italiani afferma, con consapevolezza, che le tematiche dell'alimentazione, dei rischi del mercato e delle conseguenze per la salute dovrebbero trovare sui media uno spazio decisamente superiore a quello odierno.




Metodologia della ricerca
 
La rilevazione demoscopica quantitativa è stata condotta, per conto della Fondazione Diritti Genetici, dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis con metodologia CATI, dall'1 al 10 ottobre, tramite somministrazione di un questionario strutturato ad un campione di 1.510 cittadini residenti in Italia, rappresentativo dell'universo della popolazione italiana maggiorenne, stratificato per quote in base al genere, alle fasce di età, al titolo di studio, all'ampiezza demografica del comune ed all'area di residenza.
La ricerca è stata diretta da Pietro Vento con la collaborazione di Giusy Montalbano, Rino Cavasino, Marco Tabacchi e Maria Sabrina Titone.