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Italiani nettamente contrari a qualunque ipotesi di privatizzazione della Protezione Civile. È il dato che emerge dal Monitor continuativo sull'opinione pubblica realizzato dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis. Il 74% dei cittadini si oppone alla proposta di trasformazione in società per azioni di interesse nazionale. Favorevole risulta appena il 15%, mentre non si esprime poco più di un intervistato su dieci.
Per la maggioranza assoluta degli italiani, intervistati dall'Istituto Demopolis, le intercettazioni andrebbero pubblicate per continuare a garantire il diritto dei cittadini all'informazione, ponendo però dei limiti precisi alla diffusione di notizie sulla vita privata degli intercettati e sulle persone estranee alle indagini.
A 150 anni dallo sbarco dei Mille a Marsala, il tema dell’Unità d’Italia resta, per oltre il 70% dei cittadini, decisamente attuale. I dati emersi dall’indagine dell’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis confermano che anche oggi, sia pur senza i significati epici di un tempo, l’Unità d’Italia rappresenta per il 67% dei siciliani una conquista irrinunciabile, anche se in larga parte ancora incompiuta. I cittadini dell'Isola ritengono giusto celebrare il 150° anniversario dell’unificazione nazionale, non solo per riviverne la ragioni più profonde (45%), ma anche per riflettere sulla coesione del Paese e sulle differenze di crescita economica tra Nord e Sud (41%).
Solo il 37% dei cittadini sarebbe favorevole all'istallazione di un sito nella propria regione. Il dato generale di contrarietà si accentua nell'ipotesi di una eventuale costruzione di un sito nell'area di residenza degli intervistati. Meno di un italiano su tre (31%) - secondo l'indagine dell'Istituto Demopolis - accetterebbe che venisse costruita una centrale nucleare nella provincia in cui vive.
Il 53% dei cittadini ritiene che non vi sia oggi nel Paese un reale pericolo per la libertà di stampa: preoccupazione avvertita, invece, da quasi 4 cittadini su 10. Il problema, secondo i dati dell'Osservatorio dell'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, non è tanto l'esistenza di effettivi limiti alla libertà di espressione, quanto piuttosto la riduzione del grado di fiducia dei cittadini nel sistema dei media.
Più di due italiani su tre sono contrari alla reintroduzione dell'immunità per i rappresentanti del Parlamento nazionale. La maggioranza assoluta dei cittadini non accetta che deputati e senatori possano contare su ulteriori garanzie protettive connesse alla loro funzione istituzionale, analoghe a quelle abolite dopo lo scandalo di Tangentopoli.
La fruizione di Internet cresce in maniera esponenziale; contenuti e servizi fruibili in Rete si moltiplicano. Ma il digital divide esiste ancora.
Oggi, in Italia, il 45% della popolazione con più di 14 anni non accede ad Internet. E' quanto emerge dall'indagine condotta dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis sul tema "Vent'anni di Rete".
Sono giovani e per lo più soddisfatti della condizione
lavorativa in cui attualmente si trovano. In tempi di affanno per il mercato
del lavoro, mentre il Paese e la Regione tentano di arginare una crisi
economica, dilagante in tutti i settori produttivi, i giovani che stanno
crescendo come apprendisti in seno alle aziende siciliane sanno di essere
fortunati. Le loro preoccupazioni si concentrano prevalentemente sul
mantenimento dell'attuale condizione occupazionale.
Il 92% degli italiani vorrebbe una maggiore informazione sulla qualità del cibo: il rapporto tra alimentazione e salute rappresenta oggi una delle principali preoccupazioni dei cittadini, che si dimostrano sempre più attenti alle tematiche della sicurezza alimentare.
È la Sicilia la meta turistica preferita dai siciliani. È questo uno dei dati più significativi che emerge dalla prima Indagine sul turismo interno realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis. La crisi economica incide. Il 41% ammette di aver ridotto, rispetto al passato, i giorni di vacanza.
C'è voglia di informazione, tra i giovani, in tema di alimentazione e agricoltura. Sia pur con molte contraddizioni, si registra un interesse crescente per il rapporto tra qualità del cibo e salute. In pochissimi, tra gli under 20, cucinano, solo un terzo contribuisce alla scelta dei prodotti che si consumano tra le mura domestiche. È quanto emerge dall'indagine Demopolis sulle dinamiche e le tendenze di consumo alimentare degli studenti di età compresa tra i 13 ed i 19 anni.
Il 46% degli studenti siciliani non ricorda il nome del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e un terzo ne confonde il ruolo con quello del Capo del Governo Silvio Berlusconi. Solo il 62% sa che il potere legislativo è esercitato dal Parlamento, appena uno su quattro indica correttamente nel 1948 la data di entrata in vigore della Carta Costituzionale.
Negli ultimi cinque anni il 38% dei siciliani si è recato in un'area archeologica, mentre uno su cinque è entrato in un museo o in una galleria d'arte. Un numero molto più alto, il 46%, ha visitato un palazzo storico o un complesso monumentale. Sono alcuni dei dati emersi dall'indagine, pubblicata nel volume "Sicilia: segni d'arte e pietre di memoria", condotta dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis.
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