Europee, consenso ancora instabile: 20 milioni di italiani potrebbero restare a casa

A poco più di due settimane dall’appuntamento elettorale per le Europee, il consenso appare ancora fluido ed instabile. Appena il 61% degli elettori appare propenso a recarsi alle urne per le Elezioni Europee: una percentuale di quasi 15 punti inferiore rispetto alle Politiche del febbraio 2013.

“Secondo la nostra stima – afferma il direttore dall’Istituto Demopolis Pietro Vento – 20 milioni di italiani potrebbero restare a casa il 25 maggio: un dato senza precedenti per il nostro Paese. L’astensione dovrebbe restare più contenuta nelle regioni del Centro Nord, grazie al traino delle Amministrative, ma appare in crescita al Sud e soprattutto nelle Isole: il tasso di affluenza alle urne nelle diverse aree del Paese potrebbe divenire l’elemento decisivo nella misurazione del consenso ai partiti”.

Un altro dato, rilevato dall’Istituto Demopolis, colpisce particolarmente. “Poco più un elettore su quattro – sostiene Pietro Vento – sa indicare un candidato alle Europee nella lista che immagina di votare. Il 73% degli italiani non ha invece alcuna idea di chi siano i candidati al Parlamento di Strasburgo nel proprio collegio elettorale. Mentre la prolungata abitudine al Porcellum sembra porre in secondo piano il rilievo dei candidati in lista nei diversi collegi, ad incidere sulle scelte degli italiani – prosegue il direttore di Demopolis – saranno ancora una volta i leader politici e la loro abilità mediatica negli ultime settimane che precedono il voto. Nella percezione dell’opinione pubblica, principali protagonisti della campagna elettorale saranno Beppe Grillo e il Premier Matteo Renzi. Una sfida tendenzialmente a due, con Silvio Berlusconi indicato da poco meno di un quarto degli italiani intervistati da Demopolis: una scelta tra 3 leader, nessuno dei quali è personalmente in lista per le Europee del 25 maggio”.

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Nota informativa – L’indagine è stata condotta dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, il 6 e il 7 maggio 2014 con metodologia cati-cawi su un campione stratificato di 1.402 intervistati, rappresentativo dell’universo della popolazione italiana maggiorenne.

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