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L'Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis studia da anni le tendenze della società italiana e si distingue per le competenze nell'analisi dell'opinione pubblica, nella ricerca sociale, politica ed istituzionale, nelle indagini demoscopiche, nella comunicazione e nella consulenza strategica, nello studio delle dinamiche politiche ed economiche del Paese. Con un team di ricercatori ed esperti di comunicazione di pluriennale esperienza, l'Istituto Demopolis - diretto da Pietro Vento - ha curato studi, indagini e progetti di ricerca qualitativa e quantitativa per conto di istituzioni, università, regioni, enti pubblici e privati, aziende, fondazioni, partiti e organi di stampa. Demopolis realizza il Monitor continuativo sull'opinione pubblica del Paese, l'Osservatorio sulle nuove generazioni e il Barometro Politico sulle intenzioni di voto degli italiani, analizzando gli orientamenti dei cittadini sui fatti di più rilevante attualità.
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 Se ci si fosse recati oggi alle urne per le Politiche, il Centro Sinistra avrebbe ottenuto, se unito, la maggioranza relativa nel Paese con il 47%, superando di circa 12 punti percentuali la coalizione PDL-Lega: un vantaggio mai registrato negli ultimi 17 anni, nel momento di maggiore debolezza del Centro Destra, scelto oggi da poco più di un elettore su tre. È quanto emerge dal Barometro Politico di novembre dell’Istituto Demopolis. La fotografia sul peso dei partiti in Italia e sui rapporti di forza tra le coalizioni, scattata dall’Istituto Demopolis mentre il Governo Monti inizia il suo lavoro, appare destinata a cambiare nei prossimi mesi. Determinante sarà l’impatto sull’opinione pubblica dei primi concreti provvedimenti del Governo per far fronte alla crisi.
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 Sei italiani su dieci dichiarano di fidarsi di Mario Monti, di cui riconoscono la competenza in campo economico e la credibilità acquisita a livello europeo. Come emerge dall’indagine, condotta per il programma Otto e Mezzo dall’Istituto Demopolis, dopo la caduta del consenso successiva alla manovra economica di metà dicembre, la fiducia nel Premier sta nettamente risalendo negli ultimi giorni, passando dal 52% del 22 dicembre al 60% odierno.
 È decisamente incerto il quadro odierno delle intenzioni di voto dei siciliani. La fotografia sul peso dei partiti nell’Isola, scattata dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, appare condizionata dal numero crescente di indecisi, delusi ed incerti, ma anche di quanti, in caso di elezioni Politiche anticipate, non si recherebbero oggi alle urne per l’eventuale rinnovo di Camera e Senato.
Il 75% dei giovani siciliani confessa di non avere alcuna idea di quali siano i settori con maggiori spazi occupazionali. Il 58%, alla vigilia del conseguimento del Diploma superiore, appare disorientato e poco informato sul mondo del lavoro e sui percorsi formativi più coerenti con i concreti sbocchi occupazionali nel Sud. Sono questi alcuni dei dati più significativi che emergono da una indagine diretta da Pietro Vento e realizzata dall’Istituto Demopolis.
 Tra le famiglie italiane cresce la preoccupazione per l’avvenire dei giovani nel nostro Paese. Lo rivela un’indagine condotta dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis per il settimanale Famiglia Cristiana. I due terzi degli italiani appaiono convinti, forse non a torto, che chi oggi studia o inizia a confrontarsi con il mondo del lavoro occuperà in futuro una posizione sociale ed economica peggiore rispetto a quella della precedente generazione.
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 Che cosa pensano gli italiani delle misure varate dal “Governo dei professori”? Secondo il sondaggio effettuato per l’Espresso dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, il 58% ritiene la manovra decisamente migliorabile, anche se necessaria per evitare il default del Paese. La ritiene deludente, rispetto alle attese, un quarto degli intervistati, mentre viene promossa appena dal 17%.
Cresce la preoccupazione dell’opinione pubblica per l’impatto sociale che le misure economiche, approvate con il voto di fiducia in Parlamento, potranno avere sul tenore di vita delle famiglie: sembra pesare, nella valutazione degli italiani, l’assenza di alcune tra le misure più attese: il taglio dei privilegi e degli esorbitanti costi della politica, una patrimoniale sulle grandi ricchezze, ma anche un piano concreto per la crescita economica e l’occupazione giovanile.
 Il 43% dei siciliani accede oggi ad Internet, oltre una famiglia su due possiede un personal computer; il 92% ha un cellulare, ormai presente nelle case dell’Isola in misura analoga ai televisori. Particolarmente significativo – secondo la ricerca condotta per “La Sicilia” dall’Istituto Demopolis – risulta l’incremento dell’uso del personal computer tra i cittadini dell’Isola; ma sta crescendo soprattutto la diffusione di tablet, smartphone, IPhone e altri telefonini di ultimissima generazione.
 Il 61% degli italiani ritiene oggi concreto un “rischio Grecia” per l’Italia; il 30% si mostra invece più ottimista, escludendo del tutto tale ipotesi, nella convinzione che l’Italia sia un Paese in difficoltà, ma ancora con molte risorse. È uno dei dati che emerge dal Monitor sull’opinione pubblica dell’Istituto Demopolis, che fotografa un Paese sempre più disorientato ed impaurito.
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L'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis cura Opinion Lab, Monitor continuativo sull'opinione pubblica del Paese, l'Osservatorio sulle nuove generazioni ed il Barometro Politico sulle intenzioni di voto degli italiani.
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