Il Welfare e l’Italia alla vigilia delle Elezioni Europee: che cosa pensano gli italiani sul Mezzogiorno, sul Pnrr e sull’Autonomia differenziata. Ricerca Demopolis per Fondazione con il Sud

L’Italia non è uguale per tutti: non lo è nelle prestazioni del welfare, né sul piano sociale ed economico. Se il 70% dei residenti nel Nord promuove i servizi pubblici nel proprio territorio, il dato si riduce al 39% nel Sud e nelle Isole, dove il 61% dei cittadini è del tutto insoddisfatto. Sono alcuni dei dati emersi dall’indagine promossa dalla Fondazione Con il Sud e condotta dall’Istituto Demopolis.
La grande stagione del PNRR sembra agli italiani un’occasione mancata: Alla vigilia delle Elezioni Europee, meno di un quinto degli italiani confida che le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza saranno spese in modo efficace per far ripartire il Paese.

Le priorità degli italiani nel sondaggio dell’Istituto Demopolis

Nell’agenda dei cittadini per il Governo, al primo posto è oggi l’efficienza della sanità, indicata dal 75%: era citata da poco più del 50% 5 anni fa. Al secondo posto, il 67% auspica interventi di contenimento dell’inflazione e del costo della vita; 6 su 10 vorrebbero una reale riduzione della pressione fiscale. Sono i dati che emergono dall’indagine condotta dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, a meno di 20 giorni dalle Europee. Nella scala delle priorità indicate dalla maggioranza assoluta degli italiani, accanto alle politiche per l’occupazione e alla sicurezza urbana, rientra oggi, dopo il “caso Liguria”, anche l’esigenza di un impegno nella lotta alla corruzione.
Nella percezione dell’opinione pubblica la contiguità tra affari e politica nel nostro Paese non è diminuita, tutt’altro: più di un terzo ritiene che negli ultimi 20 anni sia aumentata, per il 48% – quasi 1 italiano su 2 – è rimasta di fatto come prima.

Sondaggio Demopolis: militari europei della Nato in Ucraina? L’opzione Macron nell’opinione degli italiani

Nelle ultime settimane, è cresciuta nell’opinione pubblica la preoccupazione per la situazione internazionale: dal Mar Rosso al ritorno dell’Isis con la strage a Mosca, sino alle due guerre per le quali non si intravede a breve una via d’uscita. Quasi 3 italiani su 4 guardano con favore alla risoluzione delle Nazioni Unite per una tregua nella Striscia di Gaza.
Sull’altro versante di guerra il 67% degli italiani dichiara di temere nei prossimi mesi un’escalation del conflitto tra Russia ed Ucraina con un diretto coinvolgimento dell’Europa e del nostro Paese. A far crescere la tensione ha contribuito nei giorni scorsi anche la dichiarazione del Presidente francese Macron che ha sostenuto come un intervento di truppe europee nel conflitto non possa essere escluso.

Gli orientamenti dell’opinione pubblica italiana dopo 2 anni di guerra tra Russia ed Ucraina

Sono trascorsi 2 anni dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, iniziata all’alba del 24 febbraio 2022. 24 mesi di conflitto hanno inciso sull’atteggiamento dell’opinione pubblica nel nostro Paese: poco più di un quarto degli italiani ritiene che l’Europa debba mantenere fermamente la propria posizione nel supporto all’Ucraina; il 65%, invece, di fronte al prolungarsi del conflitto, auspica che l’Europa possa impegnarsi diplomaticamente per una tregua e per provare a favorire un negoziato tra Mosca e Kiev. È uno dei dati che emerge dall’indagine realizzata dall’Istituto Demopolis.
Netta la posizione degli italiani rispetto ad un eventuale coinvolgimento sul campo della Nato e, conseguentemente, del nostro Paese: meno di 1 su 10 condivide l’opzione di un intervento con mezzi e truppe nel conflitto.

Come cambiano le priorità degli italiani: il trend 2019-2024 nell’analisi dell’Istituto Demopolis

Per l’80% degli italiani dovrebbe essere il contenimento dell’inflazione la priorità assoluta dell’agenda di Governo del 2024. Al secondo e al terzo posto, citate da 2 cittadini su 3, l’esigenza di investimenti nella sanità e di una reale riduzione della pressione fiscale.
Ma come sono mutate negli ultimi 5 anni le priorità degli italiani? “L’emergenza Covid prima, le guerre e i problemi dell’energia dopo – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – hanno modificato significativamente l’agenda di Governo dei cittadini”. A scapito delle politiche per l’occupazione, che erano al primo posto nel 2019, la prima posizione viene conquistata oggi dal contenimento dei prezzi.

Demopolis: la mobilitazione degli agricoltori nell’opinione degli italiani

Da settimane è in atto una mobilitazione degli agricoltori in tutta Europa. Che ne pensano gli italiani della “protesta dei trattori” che è cresciuta negli scorsi giorni anche nel nostro Paese? 7 cittadini su 10 ne condividono, nel complesso, le ragioni; il 16% la ritengono sbagliata. Sono i dati dell’indagine condotta dall’Istituto Demopolis, che ha analizzato il grado di condivisione nell’opinione pubblica delle principali istanze del mondo agricolo: il 90% approva la richiesta di vietare l’importazione di prodotti da Paesi con standard meno rigidi rispetto a quelli europei; il 56% si schiera a favore della reintroduzione dell’esenzione dell’Irpef per i redditi agricoli. Minoritario risulta invece il sostegno degli italiani allo stop richiesto dagli agricoltori alla normativa europea sulla riduzione dell’uso di pesticidi.

Demopolis: il PNRR oggetto “misterioso” per gli italiani

Le risorse europee del PNRR saranno spese nel modo giusto per far ripartire il Paese? Appena un terzo degli italiani ne risulta convinto, mentre il 52% appare decisamente scettico.
Il 61% dei cittadini teme che una parte dei fondi possano andare persi a causa dei probabili ritardi del nostro Paese nell’utilizzarli; più ottimista si dichiara il 30%.
il PNRR resta comunque un oggetto “misterioso” per i cittadini. Appena il 6% saprebbe indicare oggi un progetto finanziato con i fondi del Piano di Ripresa e Resilienza nell’area in cui vive. Il 94%, non ha alcuna idea di quali siano i progetti previsti dal PNRR per il proprio territorio.

Il 2023 nella memoria degli italiani: sondaggio di fine anno dell’Istituto Demopolis

Che cosa resta del 2023 nella memoria degli italiani? L’evento di cronaca più citato è l’uccisione di Giulia Cecchettin: lo indica il 60%. Per oltre il 50% a caratterizzare l’anno che si chiude sono stati il perdurare dell’inflazione e gli eventi climatici estremi. L’anno politico in Italia è stato contraddistinto, per il 54%, dal progressivo consolidamento del ruolo di Giorgia Meloni. È quanto emerge dal sondaggio di fine anno dell’Istituto Demopolis, che ha analizzato gli ultimi 12 mesi nella memoria dell’opinione pubblica.
Per gli italiani il personaggio dell’anno è Jannik Sinner, emblema della rinascita del tennis italiano. Sinner, citato dal 48%, batte la Premier Giorgia Meloni, indicata dal 40% degli intervistati.

Sondaggio Demopolis: crescono le preoccupazioni degli italiani per la guerra in Medio Oriente

Crescono i timori degli italiani per lo scenario economico ed internazionale. In testa alle preoccupazioni delle famiglie – secondo l’indagine condotta dall’Istituto Demopolis – è da mesi l’inflazione, con la crescita dei prezzi e la progressiva riduzione del potere d’acquisto, citate oggi dall’83% degli intervistati. Più di 2 cittadini su 3 temono le conseguenze e i rischi delle guerre in corso in Medio Oriente e in Ucraina.
Il 75% è preoccupato da un possibile allargamento del conflitto israelo-palestinese, 2 su 3 temono la ripresa del terrorismo in Europa.

L’inflazione al centro delle preoccupazioni degli italiani: analisi dell’Istituto Demopolis

L’Istituto Demopolis ha raccolto i 4 principali timori degli italiani, che rappresentano anche l’agenda dei cittadini per l’azione di Governo.
La preoccupazione centrale, indicata dall’88% è la costante ed insostenibile crescita dei prezzi, che ha ridotto il potere d’acquisto familiare, a partire dalla spesa alimentare. Il 63% cita il lavoro, facendo riferimento non solo alla tutela dell’occupazione, ma anche al necessario adeguamento delle retribuzioni.