L’onda lunga del Referendum sullo scenario politico italiano: i dati del sondaggio Demopolis
L’onda lunga della vittoria del No nel Referendum costituzionale sembra pesare sul Governo e sullo scenario politico del Paese.
L’84% degli italiani valuta positivamente le dimissioni del sottosegretario Andrea Del Mastro e del ministro del Turismo Daniela Santanchè.
È uno dei dati che emerge dal sondaggio condotto dall’Istituto Demopolis.
L’effetto “Referendum” ha anche un riflesso sull’immagine dell’Esecutivo nella percezione dell’opinione pubblica: la fiducia nella Premier Giorgia Meloni passa dal 42% di febbraio al 40% odierno, rimanendo comunque alta. Più netto risulta il calo di apprezzamento nel Governo: 3 punti in meno, dal 39 al 36%.
Sul clima del Paese incombono intanto i crescenti timori economici delle famiglie, aggravati dalle conseguenze del conflitto in Medio Oriente. Secondo i dati Demopolis, l’80% si dichiara preoccupato dall’aumento rilevante dei costi di benzina e gasolio, 2 italiani su 3 dall’incremento delle bollette di gas ed energia. Il 60% teme una ripresa complessiva dell’inflazione, con un’ulteriore riduzione del potere d’acquisto, già messo a dura prova negli ultimi anni.
Conseguente risulta il duro giudizio negativo dell’opinione pubblica sulla guerra in Iran avviata da Trump e Netanyahu. Sbagliata e pericolosa per 3 italiani su 4 intervistati dall’Istituto diretto da Pietro Vento: si tratta di una valutazione sempre più trasversale.
Le pesanti conseguenze del conflitto e la percezione di una difficile soluzione a breve fanno crollare le già poche simpatie degli italiani nei confronti del Presidente americano: le opinioni favorevoli, che 15 mesi addietro si attestavano – nei dati Demopolis – al 42%, si riducono oggi al 18%. Ormai residuali perfino tra gli elettori dei partiti della maggioranza.
In conclusione, si è chiesto ai cittadini quali dovrebbero essere oggi le priorità per il Governo Meloni. “Il 78% – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – vorrebbe un impegno per il contenimento del costo della vita; più di 6 italiani su 10 auspicano investimenti per la sanità e una riduzione della pressione fiscale. Citazioni significative infine sull’esigenza di una maggiore sicurezza nelle città e di differenti politiche per la scuola e per i giovani”.
2 aprile 2026





