Il lavoro nelle priorità degli italiani: indagine dell’Istituto Demopolis
Con un focus sulle nuove generazioni e sulla proposta di salario minimo
Le politiche per l’occupazione e il lavoro che, per oltre 30 anni, sono state al primo posto nell’agenda dei cittadini, conquistano con il 70% il terzo gradino nel podio, superate oggi – nella scala delle priorità degli italiani – dal contenimento dell’inflazione, indicato dall’81%, e dagli investimenti nella sanità pubblica citati dal 72%.
È uno dei dati che emerge dall’indagine sui temi del lavoro in Italia, condotta dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento.
“La riduzione del potere d’acquisto familiare ed il crescente costo della vita, aggravati nelle ultime settimane dalle conseguenze della guerra – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – incidono sul vissuto degli italiani: oggi, per 3 intervistati su 4, l’aspetto più importante dell’occupazione è rappresentato dalla retribuzione e dal trattamento economico: è un dato che scavalca di 12 punti il valore della stabilità e della sicurezza del posto di lavoro, in passato di norma prevalente”.
In questo clima economico, il 68% – oltre i 2/3 degli italiani interpellati da Demopolis – vedrebbe con favore l’introduzione in Italia del salario minimo orario: si tratta di una misura normativa che piacerebbe a più di 8 elettori su 10 del Centro Sinistra, ma che trova ampio sostegno trasversale anche tra molti elettori dei partiti di maggioranza.

L’Istituto Demopolis ha analizzato anche le prospettive delle nuove generazioni. La maggioranza assoluta di chi ha oggi meno di 30 anni, e in particolar modo chi studia o inizia a lavorare, guarda con pessimismo e perplessità al proprio futuro occupazionale nel nostro Paese. 4 su 10 si dichiarano invece ottimisti.
Ma quali sono – secondo i diretti interessati – gli aspetti del mercato del lavoro che creano oggi in Italia maggiori difficoltà ai giovani, inducendoli spesso a cercare un’occupazione in altri Paesi? Il 70% degli under 30 – intervistati da Demopolis – indica, al primo posto, la retribuzione bassa e inadeguata; il 63% cita la precarietà e l’eccessiva temporaneità del lavoro. Quasi 6 giovani su 10 evidenziano l’incertezza sulle prospettive occupazionali e sul futuro.
4 maggio 2026




