Sicurezza urbana, indagine Demopolis: quasi 1 italiano su 2 si sente poco sicuro nella città in cui vive. E i timori aumentano nelle aree metropolitane

L’80% apprezza il divieto, esteso ai minori, di porto di coltelli

Più di un italiano su due, il 53%, ritiene che la sicurezza nella città in cui vive sia diminuita negli ultimi anni. È il dato che emerge dall’indagine condotta dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento.

Appena il 52% degli intervistati si sente oggi al sicuro nel proprio contesto urbano. Molto più alta, al 70%, risulta invece per i cittadini la sicurezza percepita della propria abitazione.


Sui dati incide la variabile dell’area di residenza: si sentono insicuri 6 italiani su 10 che vivono nelle città ed aree metropolitane; il dato scende al 43% negli altri contesti urbani.

In giorni in cui il tema è di stretta attualità, i risultati del sondaggio Demopolis offrono indicazioni interessanti sulle prospettive dell’opinione pubblica. Quando gli italiani pensano alla sicurezza, la preoccupazione più avvertita è per il 67% quella dell’insicurezza urbana, il timore di poter subire scippi, violenze, furti o aggressioni fuori casa.

L’Istituto diretto da Pietro Vento ha ascoltato l’opinione dei cittadini anche su alcune misure del recentissimo “pacchetto sicurezza”, dopo i più recenti fatti di cronaca: l’80% degli italiani, interpellati da Demopolis, valuta positivamente il divieto, esteso ai minori, di porto di coltelli o strumenti dotati di lama affilata, con la reclusione da 1 a 3 anni e le sanzioni amministrative accessorie, inclusi la sospensione della patente di guida e del passaporto. Dopo il caso di Torino, il 52% condivide il fermo preventivo, al massimo di 12 ore, per persone ritenute pericolose alla vigilia di cortei e manifestazioni.

Febbraio 2026

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