Ritorno alle centrali nucleari in Italia? Sondaggio Demopolis
Opinione pubblica divisa dopo l’approvazione alla Camera del Disegno di Legge Delega. Lieve prevalenza dei favorevoli, ma 6 italiani su 10 non vorrebbero una centrale nucleare nella propria provincia di residenza
Con il Sì della Camera dei Deputati e la delega al Governo in materia si torna a parlare in Italia di energia nucleare. A differenza del 1987 e del 2011, quando due Referendum sancirono la bocciatura nettissima da parte degli italiani, oggi l’opinione pubblica appare più spaccata. Nell’attuale scenario economico, una maggioranza del 51% riterrebbe giusto un ritorno al nucleare di nuova generazione, il 42% la considera una scelta sbagliata.
È il dato che emerge dal sondaggio condotto dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento.
Divisi risultano gli elettori dei vari partiti, con una propensione alta nel Centro Destra, più di 3 su 4 tra chi vota Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Di segno opposto l’opinione degli elettori progressisti: a favore appena il 28% di chi sceglie il PD, il 14% di chi vota M5S e il 9% degli elettori di AVS.
L’Istituto Demopolis ha analizzato le ragioni di favorevoli e contrari alla scelta. La riduzione della dipendenza energetica del nostro Paese è la motivazione prevalente, espressa dal 66% di quanti sono propensi al ritorno del nucleare, convinti anche – in maggioranza – che possa contenere il costo delle bollette; oltre un terzo ritiene anche che le centrali di ultima generazione saranno sicure.
Principale ragione di contrarietà degli italiani che ritengono sbagliato tornare al nucleare è, per 3 su 4, la convinzione che sarebbe oggi preferibile investire seriamente in energie rinnovabili. Il 67% ritiene che le centrali non sono sicure, a maggior ragione per un Paese come il nostro ad alto rischio sismico. Il 60% dei contrari, interpellati da Demopolis, ricorda i problemi di smaltimento delle scorie radioattive, quasi 1 su 2 sottolinea che saranno richiesti investimenti elevati e tempi decennali di costruzione.
A distanza di molti anni da Chernobyl e Fukushima, le centrali nucleari continuano a far paura a una ampia parte dell’opinione pubblica italiana. E “l’effetto NIMBY nel nostro Paese si conferma sempre attualissimo”, spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento. La contrarietà sfiora il 60% nell’ipotesi di localizzazione nel proprio territorio di residenza di uno degli impianti. Demopolis ha chiesto: lei sarebbe favorevole alla costruzione di una centrale nucleare nella provincia in cui vive? Poco più di un terzo, appena il 35%, direbbe di sì.





