Gli italiani e l’Euro: analisi per il settimanale l’Espresso

L’incerta gestione della crisi economica ed occupazionale sta incidendo sempre più sullo storico sentimento europeista degli italiani: la fiducia dei cittadini nell’Unione Europea – secondo i dati del Barometro Politico dell’Istituto Demopolis – passa dal 52% del 2006 al 32% odierno: venti punti in meno in otto anni.
Il bilancio di 12 anni di moneta unica non è ritenuto positivo dagli italiani: il 58% dei cittadini valuta negativamente gli effetti dell’introduzione dell’Euro, almeno per il modo in cui è stato gestito.
L’Euro non piace, ma soltanto un terzo degli italiani sarebbe oggi favorevole ad un ritorno alla lira. Secondo il sondaggio condotto da Demopolis per l’Espresso, uscire dall’Euro appare rischioso alla maggioranza assoluta dei cittadini: più di 6 italiani su 10 appaiono convinti che il nostro Paese, fuori dalla moneta unica, sarebbe troppo debole per competere da solo sui mercati mondiali, correndo il rischio di una forte instabilità economica.

In assenza di segnali per far fronte alla recessione e rilanciare la crescita, nella percezione dell’opinione pubblica sta però crescendo, negli ultimi mesi, la convinzione che l’Unione Europea, con le politiche di austerity, stia oggi tutelando poteri economici, mercati ed equilibri finanziari ben di più degli stessi cittadini: ne è oggi convinto il 51% degli italiani intervistati dall’Istituto diretto da Pietro Vento. In questo clima, a poco più di due mesi dall’appuntamento elettorale di maggio, appare alta la disaffezione verso le istituzioni comunitarie.

“Sono sostanzialmente tre – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – i profili dell’opinione pubblica nel rapporto con l’Europa: appena il 12% si dichiara convinto della necessità delle attuali politiche economiche dell’UE; il 33%, con numeri crescenti negli ultimi mesi, si dichiara decisamente contro l’Unione e favorevole all’uscita dall’Euro. Il 55%, la maggioranza assoluta degli italiani, manifesta un profilo europeo, ma molto critico: crede nell’Europa unita, ma vorrebbe un radicale cambio di rotta nelle rigide politiche di austerity imposte dall’Unione negli ultimi anni”.

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Nota informativa
L’indagine è stata condotta, per il settimanale l’Espresso, dall’Istituto Demopolis dal 7 al 10 marzo 2014 su un campione di 1.204 intervistati, rappresentativo dell’universo della popolazione italiana maggiorenne.