Referendum sulla Giustizia, partita aperta ed incerta: sondaggio Demopolis a poco più di 1 mese dal voto

L’affluenza inciderà in modo significativo sul risultato delle urne

A poco più di un mese dal Referendum costituzionale sulla Giustizia, il 42% degli italiani dichiara l’intenzione di recarsi alle urne il 22 e 23 marzo. Un segmento del 15% deciderà nelle prossime settimane, mentre il 43% esclude di prender parte alla consultazione.

È la fotografia che emerge dal sondaggio condotto dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento.

Se si votasse oggi – con un’affluenza stimata al 42% – il 40% degli italiani voterebbe a favore della Riforma, il 41% la boccerebbe. Con quasi un quinto di elettori ancora incerto sulla scelta. Se si ripercentualizzano i dati in assenza dei tanti indecisi, il “No” con il 51% prevarrebbe oggi di misura sul “Sì”, attestato al 49%. 


“Si tratta di dati in evoluzione – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – destinati ovviamente a modificarsi in base all’eventuale incremento dell’affluenza alle urne nelle prossime settimane. È una partita, quella referendaria, molto incerta e del tutto aperta”. 


Significativo risulta il trend sugli orientamenti di voto negli ultimi 40 giorni, rilevato da Demopolis. Con una progressiva riduzione degli indecisi, il “Sì” passa dal 37% del 15 gennaio al 40% odierno. Il “No”, favorito per il momento da una maggiore motivazione dei suoi sostenitori a recarsi alle urne, cresce dal 32% di metà gennaio al 41% di oggi, superando per la prima volta di misura il Sì.

Il sondaggio dell’Istituto diretto da Pietro Vento ha analizzato le motivazioni di chi oggi voterebbe a favore o contro la Riforma. Obiettivo prevalente dichiarato da oltre il 70% di quanti oggi voterebbero “Sì” è limitare il correntismo e la politicizzazione del CSM, ma anche sanzionare i magistrati che commettono violazioni o errori giudiziari. Ulteriori ragioni, la separazione delle carriere e la volontà di supportare una scelta del Governo.

Di segno opposto le motivazioni di chi si schiera per la bocciatura della Riforma. Ragione prevalente del “No” è il rischio di intaccare l’indipendenza della Magistratura, evidenziato dal 75%. Ma altra spinta forte, per il 68% di chi si recherà alle urne per votare “No”, è la volontà di bocciare una riforma sbagliata voluta dal Governo Meloni. Anche nella convinzione che questa modifica costituzionale non inciderebbe sui veri problemi della giustizia in Italia. 

Analizzando infine le scelte in base alla collocazione politica, l’Istituto Demopolis conferma la netta e crescente polarizzazione del voto: per il Sì oltre l’80% degli elettori dei partiti di Centro Destra, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia; divisi sulla scelta i sostenitori di Azione e Italia Viva; nettamente per il No gli elettori di PD, M5S e AVS. La partita, a poco più di 30 giorni dal voto, è apertissima.

Nota informativa: l’indagine è stata effettuata dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, il 18 e 19 febbraio su un campione nazionale di 2.000 intervistati, statisticamente rappresentativo dell’universo della popolazione italiana maggiorenne. Supervisione della rilevazione demoscopica di Marco E. Tabacchi. Coordinamento di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone.

20 febbraio 2026

Potrebbero anche interessarti