Il peso di partiti e coalizioni nel Barometro Politico di fine luglio dell’Istituto Demopolis

Fratelli d’Italia con il 28% primo partito, con un vantaggio di 6 punti sul PD. Futuro Nazionale raggiunge il 7% in 6 mesi, incidendo sul peso delle coalizioni. Il Campo Largo sarebbe oggi in vantaggio di 2 punti sul Centro Destra (senza Vannacci).
Dirimenti le scelte sulla nuova legge elettorale. “Per 2 italiani su 3 – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – l’assenza delle preferenze sarebbe una scelta sbagliata”.

Se si tornasse oggi alle urne per le Elezioni Politiche, Fratelli d’Italia otterrebbe il 28%, confermandosi primo partito con 6 punti di vantaggio sul Partito Democratico, attestato al 22%; il Movimento 5 Stelle avrebbe il 13%. 

È il peso dei partiti che emerge dal Barometro Politico di fine luglio dell’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento.  

Forza Italia otterrebbe il 7,8. Quinto partito diverrebbe oggi, con il 7%, Futuro Nazionale, la nuova formazione politica di Vannacci nata appena 6 mesi fa. Seguono AVS al 6,4% e la Lega in calo al 6,2%. Sotto la soglia del 3% Azione al 2,8 e Italia Viva al 2,3. Con un affluenza in lieve ripresa al 64%.  

Analizzando il peso odierno delle coalizioni, il Campo Largo progressista otterrebbe il 45%, con un vantaggio di 2 punti sui partiti di Centro Destra della maggioranza del Governo Meloni che avrebbero oggi il 43%. Non sarà dunque irrilevante il posizionamento di Futuro Nazionale all’esterno delle due alleanze o in seno alla coalizione di Centro Destra. 

Si tratta di uno scenario che incide significativamente sulla formulazione definitiva della nuova legge elettorale in discussione in Parlamento, con la quale si creerebbe un sistema proporzionale con un forte premio di maggioranza alla coalizione vincente. 

Altro nodo centrale della legge elettorale è quello delle preferenze. “Per 2 italiani su 3 – spiega il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – l’assenza delle preferenze sarebbe una scelta sbagliata, che finirebbe per allontanare ancora di più eletti e territori. L’impossibilità di poter esprimere una scelta su deputati e senatori è infatti bocciata dal 68% degli elettori”.

Nota informativa: l’indagine è stata effettuata dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, il 28 e il 29 luglio 2026, su un campione nazionale di 2.000 intervistati, statisticamente rappresentativo dell’universo della popolazione italiana maggiorenne. Supervisione della rilevazione demoscopica di Marco E. Tabacchi. Coordinamento di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone. 

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