Demopolis: gli italiani, l’ambiente ed i rischi del cambiamento climatico

2 italiani su 3 si dichiarano molto o abbastanza preoccupati per il cambiamento climatico e per il suo impatto sull’ambiente; un quarto dei cittadini non sembra invece preoccuparsene. È il primo dei dati che emerge dall’indagine condotta per Radio1 Rai dall’Istituto Demopolis, nei giorni in cui si tiene a Glasgow la conferenza delle Nazioni Unite sui temi del cambiamento climatico.
Come conferma il trend storico di Demopolis, il grado di preoccupazione ambientale degli italiani è cresciuto di 24 punti negli ultimi 20 anni: era del 42% nel 2001 e raggiunge oggi il 66%.

L’Italia dopo l’emergenza: cresce la fiducia nella ripresa economica

La maggioranza assoluta degli italiani, il 52%, ritiene che la situazione economica del Paese migliorerà nei prossimi 12 mesi: è uno dei dati che emerge dall’indagine condotta per Radio1 Rai dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento.
Dopo 16 mesi di emergenza, le famiglie stanno progressivamente recuperando fiducia.
Cresce l’ottimismo sulla ripresa economica, ma i cittadini restano più scettici sull’evoluzione del mercato del lavoro: è molto più ridotta la percentuale di quanti confidano in un effettivo incremento dell’occupazione.

Come cambia il peso dei partiti in Italia: Barometro Politico dell’Istituto Demopolis

Se si votasse oggi per le Politiche, la Lega e Fratelli d’Italia con il 21% sarebbero, alla pari, primi partiti, con un vantaggio di appena un punto sul Partito Democratico, che otterrebbe oggi il 20%. Il Movimento 5 Stelle avrebbe il 17,2%. È la fotografia sul peso dei partiti, scattata dal Barometro Politico dell’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento.
Per la prima volta, i 3 partiti maggiori sono distanziati di appena 1 punto. E le 4 forze politiche principali sono dentro una forbice inferiore ai 4 punti.

Lavoro: indagine dell’Istituto Demopolis per la Rai

È il lavoro la priorità assoluta indicata da oltre l’80% degli italiani: le politiche per l’occupazione sono al primo posto nell’agenda dei cittadini per il Governo del Paese. È il dato che emerge dal sondaggio condotto dall’Istituto Demopolis per Radio1 e il Giornale Radio Rai, in occasione del Primo Maggio.
2 italiani su 3 vorrebbero lavorare oggi nel settore pubblico, appena il 12% opterebbe per un lavoro in proprio: incide pesantemente l’incertezza degli ultimi mesi. Il 58% si dichiara favorevole ad una proroga ad ottobre dello stop ai licenziamenti.

Gli italiani e la povertà educativa minorile nell’era Covid: indagine Demopolis per l’impresa sociale Con i Bambini

A pagare il prezzo degli effetti a lungo termine dell’emergenza Coronavirus saranno i più piccoli: ne sono convinti oggi i due terzi degli italiani. Con le limitazioni imposte dall’urgenza sanitaria di contenere la pandemia e con la sospensione traumatica della continuità scolastica, si profila molto alto il costo sociale ed evolutivo imposto ai minori dal Covid-19. Sono alcuni dei dati che emergono dall’indagine condotta dall’Istituto Demopolis per l’impresa sociale Con i Bambini.

Simulazione dell’Istituto Demopolis: peso dei partiti e seggi alla Camera in caso di elezioni

Se si tornasse oggi alle urne, la Lega sarebbe primo partito con il 23%, con un vantaggio di poco più di 2 punti sul PD, attestato al 20,8%. Fratelli d’Italia otterrebbe il 17%, il Movimento 5 Stelle il 15,5%. È quanto emerge dal Barometro Politico dell’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, che ha misurato il peso dei partiti nei giorni più caldi della crisi di Governo.
Demopolis ha realizzato anche una simulazione sull’attribuzione dei seggi con il Rosatellum nella nuova Camera a 400 nell’ipotesi di un ritorno alle urne. Il Centro Destra otterrebbe un’ampia maggioranza a Montecitorio: 225 seggi contro i 164 che andrebbero ai partiti che sostengono oggi il Governo.

Demopolis: gli italiani e le vaccinazioni contro il Coronavirus

Per il 75% degli italiani l’avvio delle vaccinazioni contro il Covid costituisce una seria opportunità per provare ad uscire dalla pandemia nel 2021. Il dato emerge dall’indagine condotta dall’Istituto Demopolis, che ha analizzato la propensione personale dei cittadini a sottoporsi alla somministrazione delle dosi.
Nel nostro Paese, anche le convinzioni in tema di prevenzione dal Covid mutano in base alla collocazione politica.

Il 2020 nella memoria degli italiani: sondaggio Demopolis di fine anno per Radio1 Rai

È stato l’anno del Coronavirus, il 2020. Le immagini, le parole chiave, i ricordi che hanno caratterizzato il 2020 sono tutti strettamente legati alla diffusione del Covid. È quanto emerge dal sondaggio di fine anno, condotto per Radio1 Rai dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, che ha analizzato gli ultimi 12 mesi nella memoria degli italiani.
Fra le immagini del 2020 resta indelebile la colonna di mezzi militari per i morti di Bergamo. Due terzi degli italiani custodiscono nei propri ricordi le città deserte durante il lockdown ed il Papa in una Piazza San Pietro deserta il 27 marzo scorso.

Le parole del 2020

Al netto del Covid, la parola simbolo del 2020, per 6 italiani su 10, è “distanziamento”: condizione di necessità che, da marzo, è diventata abitudine, difficile e complessa da vivere. La maggioranza assoluta dei cittadini, fra le nuove parole del dizionario dell’anno che si chiude, cita mascherina (58%), lockdown (55%), tampone (51%).
È quanto emerge dal sondaggio di fine anno condotto per Radio1 Rai dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento.
Il 48% degli italiani individua in “vaccino” un’altra parola chiave del 2020. Oltre un terzo dei cittadini, intervistati da Demopolis, cita infine connessione, Dpcm, congiunti, quarantena…

La propensione degli italiani alle vaccinazioni anti-Covid

Per 2 italiani su 3 l’arrivo dei vaccini contro il Covid rappresenta un’occasione concreta per sconfiggere il Coronavirus. Più scettico si dichiara invece un quarto dei cittadini. Più scettico si dichiara invece un quarto dei cittadini. È uno dei dati che emerge dal sondaggio realizzato per Radio1 Rai dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, nei giorni che precedono l’autorizzazione sul primo vaccino da parte dell’Ema.